domenica 27 ottobre 2013

MULTICULTURA E GLOBALIZZAZIONE. FRANCIA. S. MONTEFIORI, La Francia è meno francese, LA LETTURA, 26 10 2013

L’islam è lo zerbino delle nostre conversazioni, lo sfogo dei nostri dispiaceri, la prova della nostra esistenza: non mi fido, quindi sono. Meglio ancora: l’islam ci permette di odiare da progressisti, di denigrare in nome della donna, della Repubblica, della difesa degli ebrei, del rispetto della scuola o della libertà degli omosessuali; in nome dell’amore della Francia e della sua sopravvivenza». Il progressista che, al contrario di molti suoi amici, si rifiuta di odiare è Claude Askolovitch, uno dei più noti giornalisti francesi. Ebreo, di sinistra, l’anno scorso ha perso il posto di caporedattore a «Le Point» per essersi opposto a un’inchiesta-denuncia sulla carne halal (macellata secondo il rito islamico), un’inchiesta poi uscita qualche mese dopo il suo addio al giornale con il titolo di copertina, rimasto celebre, «Questo islam sfrontato».


MULTICULTURA E GLOBALIZZAZIONE. DANIELE GIGLIOLI, Il recinto mentale che esclude gli altri, LA LETTURA, 20 ottobre 2013

Le immagini dei migranti annegati al largo di Lampedusa ci turbano in modo diverso da quelle di un terremoto o di un disastro aereo. Stavano venendo qui, stavano venendo da noi. Tentavano di attraversare le nostre frontiere; e le frontiere non sono solo esterne, ma anche interne. Se li piangiamo, significa che in minima parte il loro sbarco è riuscito — la parte ahimè peggiore, quella che ci induce a solidarizzare con gli altri solo nella misura in cui sono vittime. Un piccolo pezzo di loro ha preso posto nella geografia di ciò che definiamo «noi». Ma un posto inerte, scollegato, non connesso con ciò che pensiamo di potere e dover fare. Infatti non sappiamo che fare, e l’invocazione all’Europa perché ci aiuti ha più il sapore di uno scongiuro che di una scelta razionale. Il «noi» non è arrivato all’Europa. Alzi la mano chi si sente, nell’intimo, europeo.

UN SAGGIO SULLA FILOSOFIA FRANCESE, FABIO RAIMONDI, La scommessa aperta di un sapere critico. Recensione a A. Badiou, L'avventura della filosofia francese, IL MANIFESTO, 26 ottobre 2013

Scritti in momenti diversi, i testi riuniti nel volume restituiscono un percorso di ricerca ancora in corso
Libro non facile ma utile, L'avventura della filosofia francese. Dagli anni Sessanta (DeriveApprodi, pp. 200, euro 17) di Alain Badiou, perché consente di riaprire il discorso sul rapporto tra filosofia, scienze, politica e educazione. Non so con quale criterio siano stati ordinati i testi (rispettivamente su: Deleuze, Kojève, Canguilhem, Ricoeur, Sartre, Althusser, Lyotard, F. Proust, Nancy, Cassin, Jambet-Lardreau, Rancière), ma è nell'ultimo, il più recente, che si trovano le coordinate politiche e teoriche per inquadrare il pensiero dell'autore e la sua Prefazione .