giovedì 12 febbraio 2026

FILOSOFIA. LA SCOMPARSA DI DARIO ANTISERI. CARIOTI A., Morto il filosofo Dario Antiseri, CORRIERE DELLA SERA, 12.02.2026

 L’ impegno per la diffusione delle idee liberali in Italia era lo scopo che si era dato nella vita pubblica il filosofo Dario Antiseri, scomparso nella notte tra l’11 e il 12 febbraio all’età di 86 anni nella sua casa di Cesi di Terni. Non si trattava affatto di un compito facile. C’era voluta infatti una gran fatica per convincere non le case di maggior prestigio, ma il piccolo editore Armando a pubblicare in Italia nel 1973, con un ritardo di quasi vent’anni, l ’opera politico-filosofica più importante di Karl Popper La società aperta e i suoi nemici. Non ci fosse stata l’ostinazione di Antiseri, semisconosciuto professore poco più che trentenne, sarebbe certamente passato molto altro tempo.



mercoledì 4 febbraio 2026

LETTERATURA E CONDIZIONE GIOVANILE IN ITALIA. CAMINITO G., La vita nella crisi permanente: la gioventù è un’età stanca, DOMANI, 1 febbraio 2026

 Il nuovo romanzo di Mattia Insolia, La vita giovane (Mondadori) prosegue la sua capillare indagine generazionale. Il suo racconto incentrato su un gruppo di amici è pervaso da una tristezza opaca



giovedì 22 gennaio 2026

TECNICA TECNOCRAZIA DEMOCRAZIA. RECENSIONE A CARLO GALLI, Tecnica. D'ANGELO P. Davanti all’ultimo automa, il destino non è la tecnocrazia, DOMANI, 21.01.2026

 Il visitatore che percorreva le sale della Biennale Architettura chiusa a novembre dell’anno scorso in cui gli schermi coi loro rendering digitali erano ormai molto più numerosi delle buone vecchie maquettes, i plastici di una volta, si imbatteva a un certo punto in un curioso automa. L’aspetto era volutamente minimalista, un manichino che sembrava quasi uscito da una sartoria, per di più senza gambe e dai movimenti goffi e rigidi di una marionetta. Ma se lo interrogavi con il microfono collegato ti sciorinava con voce aggraziata tutta la conoscenza e la melliflua compiacenza cui ci hanno abitato i chatbot, onniscienti e sempre disponibili



Anche all’inizio dell’ultimo libro di Carlo Galli (Tecnica, Il Mulino 2025) c’è un automa. Ma viene dall’altro capo della storia, addirittura dalla mitologia greca. È Talos, costruito da Dedalo per difendere l’isola di Creta, e pronto a fulminare chi tenti di introdurvisi con intenzioni ostili. Per Galli Talos è un buon simbolo dell’ambiguità della tecnica. Talos agisce da solo, non ha bisogno di intervento umano. Ma l’obiettivo della sua azione non se lo è dato da solo, è stato il saggio re di Creta a determinare la sua funzione.