Le famiglie di quattro ragazzi accusano le piattaforme di aver progettato algoritmi e funzioni capaci di aumentare la dipendenza e aggravare il disagio psicologico dei minori. Il procedimento potrebbe ridefinire la responsabilità legale dei social
Dopo il divieto in vari Stati al mondo, la pressione giudiziaria sulle grandi piattaforme digitali registra un ulteriore inasprimento negli Stati Uniti. Meta, TikTok, Snap e YouTube sono oggetto di un nuovo procedimento legale avviato dai familiari di quattro adolescenti, che sarebbero morti suicidi in circostanze collegate, per l'accusa dovute all'uso e alla sovraesposizione ai servizi telematici. La causa punta a stabilire la responsabilità legale delle società per la progettazione e la gestione dei contenuti, evidenziando come i sistemi di raccomandazione e i modelli di coinvolgimento continuo possano incidere negativamente sul benessere psicologico dei minori.
