Poche settimane dopo che l’Assemblea delle Nazioni Unite aveva definito la tratta degli schiavi «il più grande crimine contro l’umanità», si scopre che la tratta non è mai finita. Questa volta gli Stati Uniti, che peraltro non avevano firmato la dichiarazione dell’Onu, non sono più la meta finale, ma il punto di partenza e l’Africa quello di arrivo. Il 17 aprile, infatti, quindici cittadini sudamericani vengono caricati in manette su un aereo in partenza da Alexandria, in Louisiana. La destinazione è Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo.