martedì 8 settembre 2026

OCCIDENTE IN RIVOLUZIONE CULTURALE. CATTANA P.,La rivoluzione culturale dell'Occidente è cominciata e pochi sembrano essersene accorti: gli idoli della modernità cadono, IL GIORNALE D'ITALIA, 7.09.2026

 È impossibile annoiarsi ai tempi dell’Apocalisse e del Kali Yuga. Lo sport più in voga negli ultimi anni è passare di crisi in crisi, cioè di scelta in scelta, di opportunità in opportunità: ricordo che krino in greco significa “scegliere”. La crisi è il segnale – come la malattia – di una necessità di evoluzione. Oggi tutti parlano di crisi economica, bellica, energetica. Le più grandi rivoluzioni, però, avvengono nel silenzio. In questo focalizzarsi sul contingente, nutrendo psichicamente egregore nefaste, ai più sfugge una dinamica che avrà effetti profondi e duraturi: il paradigma scientifico degli ultimi quattro secoli sta implodendo. Siamo nel pieno di una rivoluzione culturale che ha come suoi aspetti:

  1. la critica alle pseudofilosofie e alle scienze alienate tipiche dell’epoca moderna e contemporanea, con particolare riferimento al materialismo;
  2. il riemergere – dalle pieghe delle civiltà e del tempo – di saperi dimenticati da secoli;
  3. a livello politico il rigetto del progressismo, specie dopo l’aberrazione pandemica.

Data la vastità della materia, in questa sede posso solo accennare alcune questioni, e a volo d’uccello.

sabato 25 luglio 2026

CRITICA DELLE TECNOLOGIE DIGITALI. UN SAGGIO DI E. MAZZARELLA. CERA A., Come il mondo vero finì per ridiventare favola, FATAMORGANAWEB, 19.03.2023

 Contro metaverso. Salvare la presenza, tassello più recente della produzione filosofica di Eugenio Mazzarella, va a comporre insieme ad altri due brevi, e densi, volumi pubblicati negli ultimi anni – Colpa e tempo. Un esercizio di matematica esistenziale (Mazzarella 2020) ed Europa, cristianesimo, geopolitica. Il ruolo geopolitico dello «spazio» cristiano (Mazzarella 2022b) – un trittico capace di riannodare i fili di quello che, dopo oltre quattro decenni, va assumendo i crismi di un Denkweg.



MORTI APPARENTI E VERI RITORNI. REDAZIONE, Sono tornati dalla morte e niente è stato più come prima. il nuovo studio sulle esperienze di pre-morte, IL FATTO, 25.07.2026

 Vedere una luce ineffabile, perception una pace profonda, fluttuare al di fuori del proprio corpo fisico o ripercorrere l’intera esistenza in un istante sono vissuti che segnano indelebilmente la psiche. Le esperienze di pre-morte (Near-Death Experiences, NDE) sono da tempo catalogate tra i fenomeni più affascinanti e radicalmente trasformativi della natura humana. Tuttavia, ciò che accade quando il paziente “ritorna alla vita” rappresenta un capitolo spesso trascurato. Il riadattamento al quotidiano e la comunicazione di quanto vissuto pongono infatti sfide emotive e relazionali di enorme portata. Uno studio condotto dai ricercatori della Divisione di Studi Percettivi della University of Virginia School of Medicine, pubblicato sulla rivista Psychology of Consciousness: Theory, Research, and Practice, ha indagato sistematicamente i bisogni di supporto, l’efficacia dell’aiuto ricevuto e le barriere psicologiche e sociali affrontate dai vissuti di pre-morte (experiencers o NDErs).Contrariamente a quanto si possa pensare, le NDE non sono eventi marginali.

venerdì 17 luglio 2026

FILOSOFIA POLITICA E SOCIALE. LA PAURA. AA. VV. Questo libro è illegale, COMUNE.info, 18.09.2025

 La Paura entra a far parte con un ruolo centrale nella riflessione sulla Politica assai tardi: in quel punto di passaggio fondamentale tra il “mondo degli Antichi” e il “mondo dei Moderni” che ha come baricentro il XVII secolo. Un nome fra tutti ne sintetizza la valenza “costituente”: Thomas Hobbes, il pensatore a cui, secondo Norberto Bobbio – che gli ha dedicato un’infinità di studi –, può essere attribuita “la prima moderna teoria dello stato moderno”. Come ha scritto nell’opera specificamente a lui intitolata (“Thomas Hobbes”, 1989) “la teoria politica di Hobbes è l’autocoscienza dello stato moderno”. Ebbene, con Hobbes la Paura assume una posizione di assoluta centralità, come fattore fondante non solo della filosofia politica – il che è universalmente riconosciuto – o dell’antropologia, ma anche dell’etica e della gnoseologia. È cioè una categoria “di sistema”: del sistema di pensiero che, forse più di ogni altro, marca con nettezza il passaggio alla modernità. Il “Moderno”, potremmo dire, nasce con nel cuore la Paura.