"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
mercoledì 17 ottobre 2012
NIETZSCHE E LA DECADENZA SOCIALE. VENEZIANI M., Così ammutolì Zarathustra Nietzsche al tempo della crisi, IL GIORNALE, 15 ottobre 2012
Necrologia della morale. Al di sotto del bene e del male. Finis Homo. Gli idoli del crepuscolo. Le lamentazioni di Dioniso. La Volontà impotente.Ho provato a rovesciare i titoli euforici delle opere di Friedrich Nietzsche e non per un gioco pirandelliano che fonda l'umorismo sul sentimento del contrario. Ho immaginato cosa potrebbe scrivere Nietzsche oggi. Un Nietzsche fedele alla promessa di Zarathustra, «tornerò di nuovo»; ma riapparso nell'epoca del nichilismo stanco in cui l'esaltazione cede il passo alla depressione, non scriverebbe sulla nascita della tragedia ma più cupamente sul dolore di venire al mondo. Non cercherebbe di andare oltre l'umano troppo umano, ma constaterebbe il trionfo del disumano. Non scriverebbe Aurora ma Tramonto, né la Gaia scienza ma la Mesta Scienza. Il suo Zarathustra non avrebbe più sermoneggiato ma sarebbe ammutolito perché la parola ha perso senso e valore.
sabato 13 ottobre 2012
domenica 7 ottobre 2012
ANTROPOLOGIA. MARC AUGE' E LA DITTATURA DEL PRESENTE. INTERVISTA DI MARINO NIOLA, La dittatura del presente. Intervista a Marc Augé, LA REPUBBLICA, 19 marzo 2012
Intervista a Marc Augé di Marino Niola, da Repubblica, 19 marzo 2012
SOCIOLOGIA DELL'APPARIRE E POVERTA'. DE RITA G.,La saggezza popolare sconfiggerà la protervia dei neocafoni , IL CORRIERE DELLA SERA, 6 ottobre 2012
Forse è giunto il momento di una reazione forte al destino di beceraggine che sembra incombere
sulla nostra società, fra le proterve cafonate di gruppo e gli acri sghignazzi di massa. Ma tale reazione,
sulla cui esigenza esiste un grande emotivo coinvolgimento, non può restare
sulla facile riproposizione di sentimenti e valori di legalità, moralità,
trasparenza, merito, talento e bene comune; essi ci nobilitano il cuore e le
parole, ma li abbiamo usati fin troppo, riducendoli a inerti chiamate alle
armi.
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