domenica 27 ottobre 2013

LA DISCUSSIONE SUL NEGAZIONISMO. O. BISAZZA TERRACINI, Impossibile perdonare delitti contro l'umanità, IL CORRIERE DELLA SERA, 23 ottobre 2013


LA DISCUSSIONE SUL NEGAZIONISMO. A. CARIOTI, Il dilemma di Norimberga: impossibile perdonare, impossibile punire , IL CORRIERE DELLA SERA, 6 novembre 2006

Vi sono delitti così enormi che è impossibile perdonarli, ma è molto difficile anche punirli in modo equo. È il dilemma di Norimberga, ora riproposto dalla condanna di Saddam Hussein. «Purtroppo, sessant'anni dopo, siamo ancora alla giustizia dei vincitori — commenta Frediano Sessi, studioso della Shoah — che non è realmente di monito ai criminali perché non opera nel senso di sradicare la cultura della violenza. Lo disse con chiarezza Primo Levi: la vendetta non è una soluzione civile. Ma che i gerarchi nazisti dovessero sottostare al giudizio di chi li aveva sconfitti era inevitabile. Che oggi accada lo stesso, dopo tanti sforzi per affermare i diritti umani a livello mondiale, non è buon segno».

MULTICULTURA, GLOBALIZZAZIONE, MINORANZE POLITICHE, DIFESA DELL'IDENTITA'. FRANCIA. V. ACCATTATIS, Perde la destra classica, vince l'utopia lepenista della società chiusa, IL MANIFESTO, 23 ottobre 2013


Curioso che «una notizia di rilievo, come il primato del Front national, oggi virtualmente primo partito di Francia», sia subito scomparsa dai giornali italiani (Alberto Burgio, "La marcia del Fronte nazionale", il manifesto, 15 ottobre). Continuando a riflettere sul fenomeno bisogna osservare che vi è chi resiste e chi no. Non resistono l'Ump in dissoluzione e il partito socialista sempre più screditato: per le promesse non mantenute da François Hollande, per il suo neocolonialismo manifesto, per la sua assurda logica di rimpatrio dei "clandestini" (oggi Hollande gode del 23 per cento dei consensi).

GLOBALIZZAZIONE, MULTICULTURA, MINORANZE POLITICHE, DIFESA DELL'IDENTITA' NAZIONALE. STATI UNITI. M. TEODORI, Lo stile paranoico che blocca gli USA, IL CORRIERE DELLA SERA, 22 ottobre 2013

L’opinione pubblica si chiede come mai il presidenzialismo americano, un sistema decisionale rapido ed efficace, sia stato paralizzato dalla crisi che ha portato allo shutdown. La risposta sta nel «governo diviso» al cuore dell’architettura politicoistituzionale degli Stati Uniti, che prevede la netta separazione di presidenza e Congresso, dedicata non solo alla divisione dei poteri ma anche al bilanciamento dei pesi e contrappesi per arginare il potere delle istituzioni pubbliche. L’esecutivo presidenziale e il legislativo parlamentare traggono legittimità da prove elettorali distinte, e non sono collegati da alcun voto di fiducia per cui, quando c’è contrasto, possono ostacolarsi a vicenda.