Nel settembre del 1959 Amalia Signorelli consegnò a Ernesto de Martino la sua Appendice a La terra del rimorso. La giovanissima antropologa aveva partecipato a una delle più note missioni etnografiche italiane, quella che avrebbe documentato, attraverso interviste, immagini e registrazioni sonore, il fenomeno del tarantismo. Vittime di crisi esistenziali dovute alla precarietà delle condizioni di vita, i contadini pugliesi cercavano un riscatto attraverso un lungo e complesso rito: «posseduti» dallataranta (un ragno velenoso il cui morso era ritenuto causa della crisi psicosomatica), essi danzavano accompagnati da gruppi di suonatori. La musica e la danza svolgevano un ruolo catartico, «liberandoli» progressivamente dalle «bestie» che erano in loro. Alla taranta rituale si è poi richiamato negli anni Novanta Eugenio Bennato per fondare il movimento Taranta Power, che ha recuperato in chiave creativa, con grande successo, i ritmi della tradizione.
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
giovedì 21 maggio 2015
LE REGOLE PER LEGGERE CON CRITERIO. D. MIKICS, Le 14 regole dello Slow Reading, LA LETTURA, 17 maggio 2015
Alcuni anni fa mi sono ritrovato, per una breve vacanza, in un villaggio sperduto e isolato dal quale, con mio stupore, era del tutto impossibile collegarsi a internet. Passati i primi attimi di terrore mi sono ricomposto, e ho continuato a divertirmi leggendo, chiacchierando, osservando la natura. Dopo pochi giorni, al momento di ripartire, ho provato una straordinaria sensazione di benessere spirituale, quasi quel tempo lo avessi trascorso in un monastero zen: avevo imparato ad accorgermi nuovamente del mondo intorno a me, come non mi succedeva da tempo.
mercoledì 20 maggio 2015
MEDICINA. M. PIVATO, È la verità che non si dice: in corsia ancora troppi errori, LA STAMPA, 20 maggio 2015
Sarà il fascino del camice bianco, i titoli incorniciati alla parete, l’autorità di un eloquio di fronte al quale, a volte, si resta silenziosi. Ma non è tutto qui: al medico e al suo «tempio» si diventa fedeli, in primis, in cambio di un «patto» che nasce da una richiesta d’aiuto. È necessaria, allora, un’alleanza che vada oltre i protocolli clinici e stabilisca nell’empatia del rapporto medico-paziente un ingrediente fondamentale della cura.
martedì 19 maggio 2015
CRITICA DELLE NUOVE TECNOLOGIE. R. CORCELLA, Tutti i modi con cui il multitasking ci rovina (davvero) il cervello, CORRIERE DELLA SERA, 20 gennaio 2015
l Quoziente Intellettivo si abbassa anche di 10 punti. ll neuroscienziato Daniel J. Levitin esamina gli «effetti collaterali» del sovraccarico di stimoli da email, sms e social
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