martedì 27 dicembre 2016

COSTUME CANZONI MUSICA POP. LA MORTE DI G. MICHAEL. M. PANARARI, L’insostenibile leggerezza dell’impegno sociale negli anni dell’edonismo, LA STAMPA, 27 dicembre 2016

Ci sono almeno due George Michael (o, forse, anche di più). E il «secondo Michael», quello meno conosciuto - ovvero l’artista «impegnato» - sembrerebbe quasi l’altra faccia della medaglia rispetto al cantante che è esploso, diventando una star, negli Anni 80. Ma a ben guardare, anche il «secondo George» reca, in maniera inequivocabile, i segni di quel decennio che ha reso l’impegno dei musicisti qualcosa di profondamente diverso dal modello dell’artista-intellettuale organico degli Anni 50 e 60 e da quello del cantautore di sinistra (o «del movimento») dei Settanta.  

sabato 24 dicembre 2016

STUDENTI DI MEDICINA E DEPRESSIONE. N. PANCIERA, Studenti di Medicina: uno su tre è depresso, ecco perché, LA STAMPA, 9 dicembre 2016

Il rischio di burn-out per i camici bianchi, si sa, è piuttosto elevato. A soffrire di stress e depressione, però, è anche chi si sta preparando a svolgere la professione medica: gli studenti universitari. Umore nero e stanchezza, depressione e pensieri di suicidio interessano una grande percentuale di futuri medici, come mostra un’analisi di 167 studi trasversali e 16 longitudinali condotti tra il 1982 e il 2015 in 43 paesi per un totale di 129mila studenti universitari. La revisione è apparsa sulla rivista Jama Internal Medicine, che lancia una nuova serie «Physician Work Environment and Well-being» sulla vita lavorativa e il benessere professionale dei medici e il loro legame con la qualità delle cure.

DEPRESSIONE E FARMACI. S. MASSARELLI, Antidepressivi, chi ne ha più bisogno non li usa, LA STAMPA, 23 dicembre 2016

C’è una stretta relazione che lega l’efficacia dei farmaci antidepressivi alla gravità del disturbo: tanto più la depressione è grave e tanto più il farmaco risulta efficace. Al contrario, nei casi di depressione lieve la loro efficacia si equivale a quella di una psicoterapia. Eppure i dati italiani sul consumo di antidepressivi mostrano una totale discrepanza rispetto a questa evidenza clinica: soltanto una persona su tre che realmente necessita di una terapia ne fa uso, mentre si moltiplicano le prescrizioni in chi soffre di stati di depressione di lieve entità o nei semplici stati di tristezza, che niente hanno a che vedere con la depressione clinica. A sottolineare questo aspetto è Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP).  

PSICOLOGIA DEPRESSIONE. XMAS BLUES. MALINCONIA DA VACANZA. V. ARCOVIO, Ecco perché le feste possono mandarti in depressione: i rimedi per uscire dal disagio, LA STAMPA, 21 dicembre 2016

Gli addobbi dell’albero, le luci colorate, i pacchi regalo, le recite dei figli, i film e le canzoni tipiche del Natale. Per molti questo è il periodo più bello dell’anno. Ma per molti altri questa atmosfera natalizia intristisce e immalinconisce. E’ quella che gli esperti chiamano «Christmas Blues» o più semplicemente «depressione natalizia». Sembra qualcosa di inspiegabile, ma lo è solo apparentemente. Perché c’è una base scientifica a questo malessere emotivo e a spiegarcelo è lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano.