Ci sono almeno due George Michael (o, forse, anche di più). E il «secondo Michael», quello meno conosciuto - ovvero l’artista «impegnato» - sembrerebbe quasi l’altra faccia della medaglia rispetto al cantante che è esploso, diventando una star, negli Anni 80. Ma a ben guardare, anche il «secondo George» reca, in maniera inequivocabile, i segni di quel decennio che ha reso l’impegno dei musicisti qualcosa di profondamente diverso dal modello dell’artista-intellettuale organico degli Anni 50 e 60 e da quello del cantautore di sinistra (o «del movimento») dei Settanta.
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
martedì 27 dicembre 2016
sabato 24 dicembre 2016
STUDENTI DI MEDICINA E DEPRESSIONE. N. PANCIERA, Studenti di Medicina: uno su tre è depresso, ecco perché, LA STAMPA, 9 dicembre 2016
Il rischio di burn-out per i camici bianchi, si sa, è piuttosto elevato. A soffrire di stress e depressione, però, è anche chi si sta preparando a svolgere la professione medica: gli studenti universitari. Umore nero e stanchezza, depressione e pensieri di suicidio interessano una grande percentuale di futuri medici, come mostra un’analisi di 167 studi trasversali e 16 longitudinali condotti tra il 1982 e il 2015 in 43 paesi per un totale di 129mila studenti universitari. La revisione è apparsa sulla rivista Jama Internal Medicine, che lancia una nuova serie «Physician Work Environment and Well-being» sulla vita lavorativa e il benessere professionale dei medici e il loro legame con la qualità delle cure.
DEPRESSIONE E FARMACI. S. MASSARELLI, Antidepressivi, chi ne ha più bisogno non li usa, LA STAMPA, 23 dicembre 2016
C’è una stretta relazione che lega l’efficacia dei farmaci antidepressivi alla gravità del disturbo: tanto più la depressione è grave e tanto più il farmaco risulta efficace. Al contrario, nei casi di depressione lieve la loro efficacia si equivale a quella di una psicoterapia. Eppure i dati italiani sul consumo di antidepressivi mostrano una totale discrepanza rispetto a questa evidenza clinica: soltanto una persona su tre che realmente necessita di una terapia ne fa uso, mentre si moltiplicano le prescrizioni in chi soffre di stati di depressione di lieve entità o nei semplici stati di tristezza, che niente hanno a che vedere con la depressione clinica. A sottolineare questo aspetto è Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP).
PSICOLOGIA DEPRESSIONE. XMAS BLUES. MALINCONIA DA VACANZA. V. ARCOVIO, Ecco perché le feste possono mandarti in depressione: i rimedi per uscire dal disagio, LA STAMPA, 21 dicembre 2016
Gli addobbi dell’albero, le luci colorate, i pacchi regalo, le recite dei figli, i film e le canzoni tipiche del Natale. Per molti questo è il periodo più bello dell’anno. Ma per molti altri questa atmosfera natalizia intristisce e immalinconisce. E’ quella che gli esperti chiamano «Christmas Blues» o più semplicemente «depressione natalizia». Sembra qualcosa di inspiegabile, ma lo è solo apparentemente. Perché c’è una base scientifica a questo malessere emotivo e a spiegarcelo è lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano.
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