"I LOVE my dog", cantava Cat Stevens. E spesso ci viene da pensarlo: amiamo più i cani che gli esseri umani. A confermarlo adesso è una ricerca pubblicata sulla rivista Society & Animals da alcuni ricercatori dell'Università di Boston che attraverso un studio hanno certificato come le persone non facciano distinzione tra i cani e gli esseri umani: trattano gli amici a quattro zampe esattamente come tratterebbero un bambino. E, come detto, "preferiscono i cani ad umani, amici o familiari".
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
sabato 4 novembre 2017
ADOLESCENZA E BIOLOGIA. E. DUSI, La molecola del giudizio: così una proteina fa finire l’adolescenza, LA REPUBBLICA, 4 novembre 2017
ROMA. Speriamo che ci pensi lei. La proteina laminina-alfa-cinque potrebbe sembrare un alleato improbabile per i genitori alle prese con un figlio adolescente. Eppure il suo ruolo è assai prezioso in famiglia. La molecola si occupa infatti di domare le sinapsi bizzose e i neuroni spettinati del cervello dei teenager. Lo hanno scoperto gli scienziati dell'università di Yale studiando i topi. Gli animali di laboratorio non sono esattamente sovrapponibili ai nostri ragazzi, ma al ruolo della laminina-alfa- cinque la rivista Cell Reports dedica una pubblicazione, accompagnata da un comunicato stampa intitolato: "La molecola della maturità che aiuta il cervello degli adolescenti a crescere".
mercoledì 1 novembre 2017
ANTROPOLOGIA E GENOCIDI. BIRMANIA. P. MASTURZO, Viaggio tra i Rohingya, i musulmani perseguitati dal nobel Aung San Suu Kyi, L'ESPRESSO, 1 novembre 2017
Fango, pioggia e ancora fango. Scampare alla morte per fuoco rischiando, nel tentativo di fuggire, la morte per acqua persi dentro a quel mondo liquido che sta tra Bangladesh e Myanmar. Donne e bambini e vecchi, a nuoto o strizzati dentro a gusci di noce lanciati dentro a quel mondo a specchio, acqua e cielo, per cercare la vita, una vita qualunque, dentro alla desolazione affollata dei campi profughi di Kutupalong e Balukhali.
Foto dal sito de L'Espresso
ANTROPOLOGIA. AUSTRALIA. LA MONTAGNA RIDIVENTA SACRA. A. COCCHI, Uluru. Gli aborigeni hanno vinto: niente più scalate dal 2019, LA REPUBBLICA, 1 novembre 2017
Uluru non potrà più essere "scalata". Il monolito che si staglia nel nulla del Red Centre australiano, e che già ha nel corso degli anni recuperato il nome che gli avevano dato gli aborigeni Anangu, smarrendo via via l'anglosassone Ayers Rock sarà definitivamente vietato ai turisti a partire dall'ottobre 2019, in ossequio al suo status di montagna sacra per le popolazioni native, secondo la cui cultura il sito non andrebbe assolutamente violato.
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