martedì 6 febbraio 2024

ASTROFISICA. LE ORIGINI PIATTE DEI PIANETI. BIGNAMI L., Tanto tempo fa la Terra era davvero "piatta". Lo dice la scienza, AVVENIRE, 5.02.2024

 Che la Terra sia una sfera leggermente appiattita ai poli con un diametro di 12.742 chilometri è risaputo da tempo. Ma potrebbe non essere sempre stato così. C’è stato un momento infatti, che poteva essere appiattita come un confetto e questo ai primordi della sua storia. I geofisici hanno da sempre ipotizzato che i pianeti, Terra compresa, nascessero da “protopianeti” (pianeti in fase embrionale) che possedevano già una forma arrotondata. Per avere questa certezza un gruppo di ricercatori dell’Università del Central Lancashire (inghilterra) ha simulato il modo con cui i pianeti potrebbero formarsi da dischi di gas e polveri attorno ad una stella nascente. Ed è proprio questa simulazione che ha permesso di stabilire che i giovani pianeti anziché avere una forma arrotondata, l’avessero schiacciata.


La simulazione della densità superficiale di protopianeti nello studio di Fenton e Stamatellos: a sinistra la vista frontale, a destra quella "laterale" da cui si evince la forma piatta - Fenton e Stamatellos / Astronomy & Astrophysics

domenica 4 febbraio 2024

L'ONDATA NEOFASCISTA IN EUROPA. RIZZO M., Il nuovo radicalismo di destra secondo Adorno (e come potremmo contrastarlo), CARMILLA, 28.01.2024

 Poco più di tre anni fa è stata tradotta ed edita per la prima volta in Italia una conferenza che Adorno tenne nel 1967 presso l’Università di Vienna, su invito dell’Unione degli studenti socialisti dell’Austria1. Oggetto della conferenza, la riemersione e la crescita elettorale in Germania del neofascismo, nella fattispecie dell’NPD (Partito Nazional Democratico di Germania), allora appena fondato. Nel momento in cui si tiene questa conferenza l’NPD è in una fase di ascesa, tale da lasciar presagire un suo possibile ingresso nel parlamento tedesco alle elezioni federali del 1969; da qui la misurata ma ferma preoccupazione che fa da filo conduttore al discorso di Adorno.

Vale la pena riprendere in mano anche oggi questo breve testo per due motivi. In primo luogo occorre evidenziare che quando Adorno identifica alcuni caratteri ricorrenti della propaganda della nuova destra, quando descrive gli strumenti di cui questa si serve per catturare le menti di alcuni ceti sociali specifici, ha il pregio di impostare l’argomento su un piano che è già direttamente volto alla lotta politica: si tratta di costruire una cassetta degli attrezzi, un insieme di pratiche di base, degli strumenti di osservazione e di analisi da cui partire e mettersi al lavoro per contrastare un pericolo che avanza. Il secondo motivo deriva conseguentemente dal primo, ed è, un poco sorprendentemente, lo stile della conferenza. A differenza della complessità concettuale e della densità di riferimenti letterari ben noti ai lettori e alle lettrici di opere come Dialettica dell’illuminismo o Minima moralia, il linguaggio a cui Adorno ricorre in questo discorso risulta invece sobrio e comunicativo. Forse a causa della presenza di un uditorio e della conseguente natura orale della trattazione, o forse a causa dell’argomento in questione, che non ammette elitarismi di sorta, il fondatore dell’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte ha insomma cura di far sì che i suoi spunti possano essere compresi e raccolti senza troppa difficoltà anche da un pubblico di non iniziati.

Gli aspetti delle nuove formazioni della destra radicale che Adorno va qui a delineare sono riconducibili a tre ordini di questioni: il rapporto tra fascismo e democrazia, la base sociale e psicologica del loro consenso e le tecniche di propaganda. Cerco qui di riassumerli servendomi di alcune citazioni e di proporre alcuni spunti di attualizzazione e, in qualche caso, discussione.

PER VIVERE BENE. FARINA R., Sfatiamo i luoghi comuni per vivere meglio: fidiamoci delle apparenze e viva i truffatori!, IL FATTO, 3.02.24

 Disinneschiamo qualche luogo comune, per vivere meglio e più allegri. Prima di tutto: fidiamoci delle apparenze. Voi non avete idea di quanta fatica faccia un’apparenza ad apparire, si divincola dagli abissi del nulla per forgiarsi una forma da donare su un piatto d’argento ai nostri occhi, e noi abbiamo pure la sfrontatezza di ricambiare tutto questo coraggio ontologico con una antipatica, ostile e scostante diffidenza? Non va bene, non è giusto, questa si chiama ingratitudine. Diffidiamo invece della verità, per sua natura tende a ucciderci. La verità non ci libera, ci uccide, è un’assassina. Provate voi a essere liberi dentro una bara!



Altro luogo comune insopportabile è la cattiva fama di cui godono i truffatori, pensate a quanta dedizione deve mettere un bravo truffatore per truffarci! Prima fanno un’analisi della nostra psicologia, dei nostri desideri e delle nostre fragilità, ci studiano notte e giorno, poi mettono in atto con meticolosa perseveranza la truffa, entrano nella nostra intimità, ci stanno vicini, ci regalano delle illusioni, dei sogni, quando parenti e amici sono spesso distratti e hanno paura solo della fuga di denaro verso una mano estranea. Rispettiamo sempre la professionalità!

giovedì 1 febbraio 2024

MODERNITA' E VELOCITA'. CROCE M., L’ambiguità di accelerare. La velocità non sempre coincide col progresso, DOMANI, 31 gennaio 2024

 C’è il legittimo sospetto che la recente battaglia di Salvini per il ripristino di limiti di velocità più laschi denunci qualcosa di più che il timore di un congestionamento del traffico. È assai probabile che in un pensiero di destra muscolare e maschio torni a far breccia l’encomio di un’accelerazione capace di suggerire l’orizzonte di una società nuova. E in effetti, è possibile che questa resistenza al bisogno di città “più lente” sia l’indice di un non pienamente elaborato trauma da declino della civiltà, che fa parte del panorama psichico della destra più a destra.

Leggi la poesia di Marinetti "All'automobile da corsa" (1921)