Un giovane paziente mi scrive: “Se questa è la fine del mondo, fa proprio schifo”. In effetti quando avevamo immaginato la fine della razza umana apparivano nei film o nei libri scenari apocalittici con una terra desolata post nucleare o post asteroide.
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
venerdì 10 aprile 2020
mercoledì 8 aprile 2020
EPIDEMIE PANDEMIE RIDUZIONE DELLA VITA ETICA, POLITICA E SOCIALE A NUDA VITA. G. AGAMBEN, Chiarimenti, 17 marzo 2020
Un giornalista italiano si è applicato, secondo il buon uso della sua professione, a distorcere e falsificare le mie considerazioni sulla confusione etica in cui l’epidemia sta gettando il paese, in cui non si ha più riguardo nemmeno per i morti. Così come non mette conto di citare il suo nome, così nemmeno vale la pena di rettificare le scontate manipolazioni. Chi vuole può leggere il mio testo Contagio sul sito della casa editrice Quodlibet. Piuttosto pubblico qui delle altre riflessioni, che, malgrado la loro chiarezza, saranno presumibilmente anch’esse falsificate.
https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti
https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti
EPIDEMIE PANDEMIE. RIFLESSIONI DI UN FILOSOFO. A. BADIOU, Sulla situazione epidemica, DOPPIOZERO, 27 marzo 2020
Si direbbe che
la prova epidemica dissolve ovunque l’attività intrinseca della Ragione e
obbliga i soggetti a ritornare ai tristi effetti – misticismo, narrazioni,
preghiere, profezie e maledizioni – a cui il Medioevo era abituato quando la
peste ripuliva i territori.
Di conseguenza,
mi sento un po’ obbligato a mettere insieme alcune idee semplici. Direi
volentieri cartesiane.
(…)
Questo
transito locale tra specie animali fino ad arrivare all’uomo costituisce il
punto d’origine di tutta la faccenda. Solo allora entra in gioco un fatto
fondamentale del mondo contemporaneo: l’accesso
del capitalismo di Stato a un rango imperiale, vale a dire una presenza intensa
e universale sul mercato mondiale. Da
qui, innumerevoli reti di diffusione, prima che, chiaramente, il governo cinese
fosse in grado di confinare totalmente il punto d’origine – di fatto, una
provincia intera, quaranta milioni di persone –, cosa che alla fine riuscirà a
fare con successo, ma troppo tardi affinché all’epidemia fosse impedito di
diffondersi per le vie – gli aerei, le navi – dell’esistenza mondiale.
EPIDEMIE PANDEMIE E DEMOCRAZIA. L. BACCELLI, Il rischio, già forte, dell’assenza di conflitto sociale, IL MANIFESTO, 27 marzo 2020
È nello stato di eccezione che si manifesta l’essenza del politico? Non dobbiamo seguire Carl Schmitt fino in fondo, ma non c’è dubbio che in questi giorni siamo costretti a riconsiderare radicalmente il significato stesso di concetti come democrazia, diritti fondamentali, Stato di diritto.
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