"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
lunedì 27 luglio 2020
SCIENZA E IDEOLOGIA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS. RECENSIONE A F. CASSATA, LE DUE SCIENZE, BOLLATI BORINGHIERI, 2008. BOCCONI. MATEPRISTEM.
NEUROSCIENZE VIOLENZA E FINZIONE LETTERARIA. D. DI DIODORO, Perché a molte persone piace leggere romanzi con scene di violenza, CORRIERE.IT, 27 luglio 2020
Violenza e contenuti emotivamente disturbanti sono ingredienti di molte storie, e in alcuni casi diventano elemento preponderante di una trama. Racconti e romanzi che per molti risultano disturbanti sono invece apprezzati da altri, nonostante o forse proprio per il contenuto violento, spaventoso o sgradevole. Indubbiamente esistono libri potenzialmente disturbanti da un punto di vista emotivo, ma che hanno un indiscutibile valore letterario, il che non solo giustifica questo tipo di contenuto, ma addirittura lo nobilita. Basti pensare alla storia-racconto La pelle di Curzio Malaparte (il romanzo, che a lungo è stato considerato scandaloso, ambientato a Napoli nel 1943 evoca con toni crudi un’epidemia di peste che diventa metafora della città liberata dagli alleati ma non dalla corruzione e dal degrado, ndr).
domenica 26 luglio 2020
EPIDEMIE PANDEMIE E BUONE INTENZIONI FINITE. A. POLITO, Il male che torna tra noi, CORRIERE.IT, 25 luglio 2020
Il ritorno del male fa notizia. Le vicende della caserma Levante, le torture e le orge, voluttà del crimine in chi avrebbe dovuto combatterlo, si sono svolte in pieno lockdown e in una città martire del Covid, a Piacenza, dove i morti sono stati quasi mille; gli orchi erano in azione proprio mentre noi ci ripetevamo che dalla crisi saremmo usciti migliori, restituiti a una più solidale e profonda umanità. Ovunque il male si sta riappropriando della sua normalità, della sua banalità.
A Roma bande di ragazzini travestiti da Arancia meccanica sputano su citofoni e portoni per sfregio alle norme di igiene; oppure bastonano e rapinano un cinquantenne al grido di «ebreo di merda»; o pestano a sangue un custode pachistano per vedere «l’effetto che fa un nero svenuto sul marciapiedi».
lunedì 20 luglio 2020
EPIDEMIE PANDEMIE PAURA E ANGOSCIA SECONDO HEIDEGGER. G. AGAMBEN, Che cos’è la paura?, QUODLIBET, 18 luglio 2020
Che cos’è la paura, nella quale oggi gli uomini sembrano a tal punto caduti, da dimenticare le proprie convinzioni etiche, politiche e religiose? Qualcosa di familiare, certo – eppure, se cerchiamo di definirla, sembra ostinatamente sottrarsi alla comprensione.
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