martedì 7 febbraio 2012

STORIA DELLA SOCIOLOGIA. JEAN BAUDRILLARD. SOCIOLOGIA DELLA PRATICA OGGETTUALE. Segno e logica di classe (1969)

Un saggio apparso sulla rivista COMMUNICATION nel 1969.

Nato nel 1929 a Reims in Francia, Jean Baudrillard inizia la sua formazione come germanista, e successivamente ottiene un dottorato in sociologia. Dal 1966 insegna all’università di Paris X-Nanterre, e negli anni successivi entra a far parte dell’Institut de recherche sur l’innovation sociale, laboratorio del Centre national de la recherche scientifique. Sociologo brillante, Baudrillard ha consacrato la sua opera all’analisi della società contemporanea studiando in particolare la società dei consumi: i suoi miti, le sue strutture. Il consumo è trattato nei suoi lavori come un ‘linguaggio sociale’ qualcosa che tende ad aumentare i desideri degli individui piuttosto che a soddisfarli. Nel mondo contemporaneo si assiste ad una dematerializzazione della realtà e l’attenzione dell’uomo è distolta dal mondo naturale e concentrata sulla televisione, sul mondo della comunicazione che è divenuta un valore assoluto, un obiettivo in sé. I vecchi miti sono stati rimpiazzati e la società è, secondo Baudrillard, dominata da una ideologia fondata sull’<estasi della comunicazione>. Violenza, miseria, ignoranza non sono affatto scomparse, ma fanno parte di una realtà quotidiana che gli uomini finiscono per non vedere annebbiati da strategie fatali (il volume esce in Francia nel 1983 e viene subito tradotto in italiano) e ‘rassicuranti’. Baudrillard ha svolto un’intensa attività di traduzione delle opere di Bertolt Brecht.

Intervista su reale e virtuale (1999)
Il gioco dell'incertezza E. Baj intervista J. Baudrillard (1999)
Decodifica del film MATRIX  (2003)
Incontro con J. Baudrillard, a cura di B. Sebaste (2007)

sabato 21 gennaio 2012

DURKHEIM. LE REGOLE DEL METODO SOCIOLOGICO, 1895. REGOLE RELATIVE ALL’OSSERVAZIONE DEI FATTI SOCIALI. Capitolo secondo

PRIMA REGOLA. OCCORRE CONSIDERARE I FENOMENI SOCIALI COME ‘COSE’


   “Tutti i fenomeni sociali sono COSE e devono venire trattati come cose” (44). Ma che cos’è una “cosa”? “E’ una cosa tutto ciò che è dato, tutto ciò che si offre o che si impone all’osservazione. Considerare i fenomeni come cose significa considerarli in qualità di data (dati, al plurale, nella lingua latina) che costituiscono il punto di partenza della scienza (…) E’ necessario, quindi, considerare i fenomeni sociali in se stessi, distaccati dai soggetti coscienti che se li rappresentano; è necessario studiarli dal di fuori come cose esterne dato che si presentano a noi in questa veste” (44-45).

sabato 14 gennaio 2012

DURKHEIM. LE REGOLE DEL METODO SOCIOLOGICO, 1895. Capitolo primo

CHE COSA SONO I ‘FATTI SOCIALI’?


   Il saggio “Le regole del metodo sociologico” fu scritto nel 1895 e si compone di sei parti a cui si aggiungono una Introduzione ed una conclusione. La traduzione italiana è disponibile per i tipi di Einaudi (2008).

Nella prima parte l’autore cerca di precisare quale sia l’oggetto della ricerca sociale. Questo oggetto è proprio ciò che D. chiama “FATTO SOCIALE”. Ma che cos’è un ‘fatto sociale’?

domenica 8 gennaio 2012

SOCIOLOGIA DELLA GLOBALIZZAZIONE. PAOLINELLI P., RECENSIONE A L. MARTELL, VIAPO, inserto culturale del quotidiano Conquiste del Lavoro, 1° ottobre 2011

Da molto tempo si avvertiva l'esigenza di uno studio che facesse luce sulla globalizzazione e la mitologia che ne è seguita sin dalla comparsa di tale categoria interpretativa nei primi anni '80 del secolo scorso. Finalmente questo studio è arrivato. Era ora! Davvero non se ne poteva più di leggere e ascoltare tanta approssimazione su un fenomeno che riguarda la vita di tutti gli abitanti del pianeta. E così, ad un anno dalla sua edizione inglese, Einaudi ha appena pubblicato un lavoro di Luke Martell, Sociologia della globalizzazione, 404 pagg., 26,00 euro. Si tratta di un'opera che segna una svolta negli studi su questo tema.