Il nuovo libro di Jerry Kaplan, pioniere della Silicon Valley, è Generative Ai e spiega come la nuova automazione permessa dall’intelligenza artificiale non soppianterà gli esseri umani, ma creerà un nuovo mercato del lavoro con nuove professioni»
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
martedì 17 marzo 2026
ANTICIPAZIONI TECNOLOGICHE. UN MURALES DI U. ROMANO DEL 1937. ANDERSON B., Lo vedete anche voi un uomo con l’iPhone in questo dipinto del 1937?, VICE.COM, 25.08.2017
Non è chiaro esattamente chi sia quest’uomo, ma sembra che stia per scattarsi un selfie o che stia scrollando le news. Sta guardando il rettangolo che ha in mano in un modo che oggi ci è fin troppo familiare, come se avesse appena letto un tweet o un titolo del Times relativo all’ultima boiata di Trump. Sembrerebbe irrilevante, se solo lui e il mondo intorno a lui non fosse così lontano nel tempo.
lunedì 2 marzo 2026
FILOSOFIA MORALE. LE IDEE DI A. MACINTYRE. BARNIER M., La morale serve ancora a qualcosa?, REPUBBLICA, 1 marzo 2026
Che cos’è una vita buona? La domanda è antica quanto la filosofia. Ma, a parte i «filosofi di professione», quasi nessuno sembra più porsela. E persino questi ultimi non sono più capaci di fornire risposte convincenti. È la constatazione formulata da Alasdair MacIntyre a partire dal suo libro Dopo la virtù, pubblicato nel 1981.
Deceduto lo scorso maggio nell’Indiana, Alasdair MacIntyre era nato a Glasgow nel 1929. In gioventù voleva diventare pastore presbiteriano, poi divenne marxista ateo prima di convertirsi al cattolicesimo a 54 anni leggendo Tommaso d’Aquino. Filosofo, insegnò in una mezza dozzina di università tra le più prestigiose degli Stati Uniti, senza aver mai sostenuto una tesi di dottorato. Questo gli permise di conservare una distanza ironica e critica nei confronti dei suoi colleghi. «La filosofia morale universitaria — scrive nel suo ultimo libro — a un certo punto della sua storia ha preso una cattiva direzione, ha imboccato la strada sbagliata e si è data il compito (…) di scalare la montagna sbagliata».
sabato 28 febbraio 2026
mercoledì 18 febbraio 2026
FILOSOFIA. MARX, LACAN E LA CRITICA DEL PRESENTE. PEZZELLA M., Il capitalista e il padrone. Note su Marx e Lacan, FONDAZIONE PER LA CRITICA SOCIALE, 8.11.2018
[Relazione presentata al convegno Marx e la critica del presente (novembre 2018) e apparsa, in forma leggermente diversa, in P.P. Poggio, C. Tombola (a cura di), L’ultima rivoluzione. Figure e interpreti del Sessantotto, Brescia, Fondazione Micheletti, 2019].
Non parlerò in questa sede di Lacan in generale; mi limito a ricordare che secondo gli interpreti più autorevoli1 esistono tre periodi nel suo pensiero, con caratteri anche molto diversi: il primo, dominato dalla logica kojeviana-hegeliana del riconoscimento intersoggettivo (la relazione analitica parte da una parola vuota, in cui il paziente si trova nella posizione del servo di fronte a un padrone supposto-sapere; l’analisi rovescia questa dissimmetria, dissolvendo la struttura stessa del rapporto servo-padrone e lasciando emergere la singolarità irriducibile del soggetto e del suo desiderio); il secondo dominato dalla concezione dell’inconscio come linguaggio e dallo strutturalismo dell’ordine simbolico; il terzo in cui l’onnipotenza di questo ordine si sgretola, di fronte all’impossibilità di assorbire completamente nel simbolico pulsioni e singolarità soggettive (o ciò che Lacan chiama l’irriducibile e perturbante Reale)2. Noi ci occuperemo solo di quest’ultimo periodo e precisamente di alcuni nodi problematici in cui Lacan si confronta col pensiero di Marx ed emerge la sua concezione dell’inconscio sociale. Scarto di proposito quelli che si prestano solo a una vaga analogia e mi rivolgerò a tre livelli o tre gradi di pensiero: il discorso del capitalista, il lato osceno del potere, l’alienazione.
sabato 14 febbraio 2026
LA VIOLENZA NEGLI ADOLESCENTI. GAUDIO S., Da dove nasce la violenza degli adolescenti? Cosa dicono gli studi, DOMANI, 12.02.2026
Ad ogni nuova aggressione o atto di violenza perpetrato da minori, per lo più armati di lame, la preoccupazione nel paese cresce. Ne è prova la circolare che apre alla possibilità dell’uso dei metal detector a scuola. Invece di lanciarsi in riflessioni o soluzioni semplicistiche, proviamo a comprendere cosa dice la scienza sulla violenza in adolescenza nel mondo.
L'AUTORE E' PSICHIATRA
DOPO IL 2000 SOLO MERCIFICAZIONE ASSOLUTA. IL TOTALITARISMO DELL'INDUSTRIA CULTURALE E NON SOLO. PICCININI L., David Marx, saggista militante: “Un like ci seppellirà”, D. LA REPUBBLICA, 11.02.2026
In un saggio di 400 pagine, un’impietosa analisi degli ultimi 25 anni. In cui tutto è in vendita e niente è sperimentazione: “La fantasia è morta”
Che ci faceva un ceo di Goldman Sachs nelle vesti di dj sul palco del Lollapalooza festival? Da quando “venduti” è diventato sinonimo di “successo”? E non si può più criticare il pop commerciale (anche se fa schifo) perché non sarebbe democratico? Giriamo le domande a David Marx, saggista militante e non per via del suo cognome – “In America pensano più ai comici che ai filosofi” –, che ha scritto quasi 400 pagine di Storia culturale del XXI secolo. Che in realtà è il sottotitolo di: Blank Space, lo spazio vuoto (edito da Viking). “C’era un pezzo di storia che mancava. Ma non sapevo come prenderla, questa massa di informazioni che però pareva un grande blur. Negli ultimi 25 anni non ci siamo più mossi dal vecchio modo, ogni decennio uno stile. Tutto ha iniziato a confondersi, nulla svanisce più per fare spazio al nuovo”. E qui cita l’attivista bolognese Franco Berardi: “Una lenta cancellazione del futuro”.
giovedì 12 febbraio 2026
FILOSOFIA. LA SCOMPARSA DI DARIO ANTISERI. CARIOTI A., Morto il filosofo Dario Antiseri, CORRIERE DELLA SERA, 12.02.2026
L’ impegno per la diffusione delle idee liberali in Italia era lo scopo che si era dato nella vita pubblica il filosofo Dario Antiseri, scomparso nella notte tra l’11 e il 12 febbraio all’età di 86 anni nella sua casa di Cesi di Terni. Non si trattava affatto di un compito facile. C’era voluta infatti una gran fatica per convincere non le case di maggior prestigio, ma il piccolo editore Armando a pubblicare in Italia nel 1973, con un ritardo di quasi vent’anni, l ’opera politico-filosofica più importante di Karl Popper La società aperta e i suoi nemici. Non ci fosse stata l’ostinazione di Antiseri, semisconosciuto professore poco più che trentenne, sarebbe certamente passato molto altro tempo.
martedì 10 febbraio 2026
mercoledì 4 febbraio 2026
LETTERATURA E CONDIZIONE GIOVANILE IN ITALIA. CAMINITO G., La vita nella crisi permanente: la gioventù è un’età stanca, DOMANI, 1 febbraio 2026
Il nuovo romanzo di Mattia Insolia, La vita giovane (Mondadori) prosegue la sua capillare indagine generazionale. Il suo racconto incentrato su un gruppo di amici è pervaso da una tristezza opaca
giovedì 22 gennaio 2026
TECNICA TECNOCRAZIA DEMOCRAZIA. RECENSIONE A CARLO GALLI, Tecnica. D'ANGELO P. Davanti all’ultimo automa, il destino non è la tecnocrazia, DOMANI, 21.01.2026
Il visitatore che percorreva le sale della Biennale Architettura chiusa a novembre dell’anno scorso in cui gli schermi coi loro rendering digitali erano ormai molto più numerosi delle buone vecchie maquettes, i plastici di una volta, si imbatteva a un certo punto in un curioso automa. L’aspetto era volutamente minimalista, un manichino che sembrava quasi uscito da una sartoria, per di più senza gambe e dai movimenti goffi e rigidi di una marionetta. Ma se lo interrogavi con il microfono collegato ti sciorinava con voce aggraziata tutta la conoscenza e la melliflua compiacenza cui ci hanno abitato i chatbot, onniscienti e sempre disponibili
Anche all’inizio dell’ultimo libro di Carlo Galli (Tecnica, Il Mulino 2025) c’è un automa. Ma viene dall’altro capo della storia, addirittura dalla mitologia greca. È Talos, costruito da Dedalo per difendere l’isola di Creta, e pronto a fulminare chi tenti di introdurvisi con intenzioni ostili. Per Galli Talos è un buon simbolo dell’ambiguità della tecnica. Talos agisce da solo, non ha bisogno di intervento umano. Ma l’obiettivo della sua azione non se lo è dato da solo, è stato il saggio re di Creta a determinare la sua funzione.
giovedì 8 gennaio 2026
INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' FEMMINA. OLIVERI A. V., L’intelligenza artificiale svela il nostro complesso d’Edipo, DOMANI, 7.01.2026
n principio era «Ok Google». Poi, una folla: la monogamia con Siri è diventata poliamore con Alexa. E chi le aveva viste arrivare ChatGpt, Gemini, Claude, dopo anni per dimenticare la simpatica Doretta di MSN e la piccola Clippit di Office.
La grande madre
Cento anni fa, Gabriele D’Annunzio stabiliva che “automobile” fosse sostantivo femminile, con tutto l’apparato metaforico che ne consegue.
Per l’intelligenza artificiale usata come compagna di vita, amica, amante, psicologa, tutrice, probabilmente dobbiamo ringraziare Spike Jonze e il suo profetico Her, dove il suono della saggezza rassicurante era niente di meno che la voce di Scarlett Johansson – sfido io a non innamorarsi di quel comando vocale. Per l’Ia che accontenta i capricci di tutti, spogliando le donne a comando e senza chiedere il permesso, invece, la riconoscenza va alla Grok di Elon Musk, fresco di una recente raccolta fondi per la sua piattaforma di circa 20 miliardi di dollari.
È femmina anche “Ask This Book”, la funzione di Kindle introdotta da poco che, come una maestra intenerita dal bamboccione di padoaschioppana memoria, ti spiega cosa succede in un romanzo mentre leggi e non capisci? Probabile. Nel frattempo però, mentre una chat ci indica la via per comprendere l’impenetrabile Joyce, rubando anche quell’ultimo briciolo di piacere della lettura che sarebbe l’interpretazione, potremmo interrogarci come genere umano su questo enorme complesso di Edipo che ci attanaglia.
Stiamo delegando alla versione bot della grande madre di Woody Allen, quella che aleggiava sui grattacieli di New York per ammonirlo, controllarlo e coccolarlo, il bisogno ancestrale di avere qualcuno che risponda alle nostre domande, anche le più sceme e infantili, come chiedere una foto di Nicolás Maduro col bikini (cosa realmente successa su X). Forse una telefonata in più alla mamma ogni tanto non farebbe male.
ANTROPOLOGIA. POPOLAZIONI IN VIA DI ESTINZIONE. ZUPPI A., Quanti sono i “popoli incontattati” e perché stanno scomparendo, DOMANI, 5.01.2026
Secondo lo studio della ong Survival International, i 196 gruppi nativi in isolamento sono minacciati dall’estrattivismo, dal disboscamento e da altre attività. Ogni volta che una di queste popolazioni scompare, con lei muoiono una lingua e una cultura
Continuano a scomparire, vittime silenziose dell’estrattivismo e di una violenza definita genocidaria, i popoli incontattati del mondo. Questo il succo dell’ultimo rapporto che Survival International, ong che dal 1969 si occupa dei diritti dei popoli nativi, ha dedicato ai cosiddetti “popoli nativi incontattati”.
Pubblicato a fine ottobre, il rapporto contiene, secondo Survival, la più accurata stima mai prodotta sul numero dei popoli incontattati nel mondo. Il termine “incontattato” è tuttavia fuorviante. Questi popoli non sono infatti rimasti per secoli ignari del mondo esterno; al contrario, essi hanno conosciuto la società moderna preferendo, quasi sempre in via della distruzione che segue tali incontri, fuggire ed isolarsi.






