giovedì 24 gennaio 2019

BIOLOGIA EVOLUZIONE E TRACCE DEL PASSATO. D. TARTAGLIA, Dall'appendice al dente del giudizio, le parti del corpo inutili, "rifiuti dell'evoluzione", REPUBBLICA.IT, 22 gennaio 2019

SE CI GUARDIAMO allo specchio, non vediamo solo se la giacca è abbinata bene ai pantaloni. Sul nostro corpo vediamo anche ancora segni di quello che abbiamo ereditato dai nostri antenati, non solo dei nonni e degli zii, ma anche da quelloche arriva dai tempi più remoti della nostra evoluzione. Sono molte infatti le strutture vestigiali, parti del corpo che oggi hanno perso di utilità ma fondamentali per i nostri progenitori. Un'antropologa del Boston College, Dorsa Amir, ha pubblicato su Twitter una serie di messaggi elencando tutte le caratteristiche ancora presenti sul'uomo ma che oggi non servono più. Il caso più celebre è il coccige, il resto di una coda, ma esistono altri elementi che sono rimasti in alcuni di noi, a ricordarci da dove e da chi veniamo.


https://twitter.com/dorsaamir



• PARTIAMO DALLA TESTA: OCCHI E ORECCHIE
Guardando fissi negli occhi qualcuno possiamo ancora scorgere una piccola parte di pelle rosa che ricopre l'angolo interno dell'occhio. È la plica semilunare, quello che resta di una palpebra interna, utile per proteggere l'occhio dalla polvere. Resiste ancora nei gorilla, mentre è scomparsa anche negli scimpanzè, primati evolutivamente molto più vicini a noi. In alcune specie animali è anche trasparente e, chiudendosi, gli permette di avere visibilità anche sott'acqua e persino sotto terra. 

Sembra che le orecchie siano un organo molto nostalgico della nostra vita da primati, e forse ancor prima. Molti di noi hanno perso completamente la mobilità di questa parte del corpo. Qualche gradino evolutivo più in dietro, i muscoli che ci permettevano di muoverlo in tutte le direzioni erano molto utili per individuare la provenienza dei suoni. Ormai non ne abbiamo più bisogno e i quei muscoli si sono atrofizzati, sostituiti da una maggiore mobilità del collo che ci permette di girare la testa molto meglio. Solo poche persone, in casi molto rari, riescono ancora a muoverli.

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Ma non abbiamo ancora finito tutto quello che c'interessa sapere. Guardate il vostro orecchio da vicino se sul padiglione, quasi all'apice, avete una protuberanza, o se addirittura gli amici vi prendono in giro perché avete un orecchio a punta "da elfo", non c'è niente di cui preoccuparsi. È il tubercolo di Darwin, un'altra caratteristica vestigiale, presente in numerosi primati e in circa il 10% della popolazione umana. 

• ANCHE LA BOCCA
La dieta degli esseri umani civilizzati, che mangiano cibi cotti e processati, ha contribuito a ridurre inoltre le dimensioni delle nostre fauci. Non servono più mandibole grandi e potenti, ne bastano anche di più piccole. La riduzione delle dimensioni della bocca non è stata seguita con la stessa rapidità, dalla diminuzione del numero dei denti, in particolare dei molari. Gli ultimi, i denti del giudizio, spesso non trovano spazio per inserirsi e devono essere rimossi. In molti individui hanno anche smesso del tutto di comparire.

• GLI ARTI
Scendendo giù ecco un'altra parte del corpo che è cambiata. Stendete il braccio, con il palmo rivolto verso l'alto, su una superficie piana e fate toccare tra loro mignolo e pollice. In circa il 90% delle persone si può vedere la presenza del palmaris longus, un muscolo sottile che collega gomito e polso. Si pensa che servisse per muoversi tra gli alberi, ormai evidentemente non ci serve più e non sembra che la sua presenza o la sua assenza abbiano alcun effetto sulla forza con cui afferriamo gli oggetti. 

• I RIFLESSI
Non sono solo gli organi ad aver cambiato caratteristiche. Anche alcune reazioni istintive hanno una spiegazione ancestrale. Come accade per i neonati sotto i 3 mesi di vita che afferrano immediatamente tutto quello che gli viene appoggiato sul palmo delle mani (e dei piedi). È un riflesso involontario che però permette ai bambini di reggere il proprio peso per almeno 10 secondi. Anche i primati appena nati hanno questa capacità, ma la loro forza gli permette di restare aggrappati per più di mezz'ora. Per loro è fondamentale per restare attaccati alla pelliccia della madre quando questa si muove. 

Una reazione d'istinto che resta anche negli adulti è la pelle d'oca. Se abbiamo freddo o molta paura, i peli delle braccia si sollevano. Al giorno d'oggi, avendo perso la maggior parte dei peli del corpo non serve a molto, come in passato. Ma negli animali ricoperti da pelliccia o da piume questa reazione al freddo è molto utile per intrappolare uno strato di aria tra pelle e peli. In questo modo si viene a formare un livello protettivo che isola il corpo e impedisce al freddo di raggiungere la pelle. Una sorta di piumino naturale. Ma non è utile solo per proteggersi dal gelo. Per gli uomini delle caverne poteva, infatti, servire anche a proteggersi dai nemici. Gonfiando il petto e i peli i nostri antenati potevano dare l'impressione ai nemici di essere più imponenti e incutere maggiore timore. Oggi tutto questo ha perso la sua utilità ma è rimasto ancora qualche individuio in grado di drizzare i peli a comando.

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• L'APPENDICE NON È POI COSÌ INUTILE
Tra tutti questi elementi che l'evoluzione ha decretato come inutili, ce ne sono alcuni che abbiamo considerato "inutili" e che invece adesso sembrano essere stati rivalutati. Come l'appendice. Il tratto attaccato all'estremità dell'intestino crasso che per anni è stato considerato una parte inutile del corpo umano. Le uniche attenzioni che ha mai ricevuto erano nel momento in cui minacciava di infiammarsi. Gli esperti hanno cambiato idea da qualche anno. È stato mess in evidenza infatti che gioca un ruolo importante nella selezione del bioma intestinale che può aiutare nella difesa contro le infezioni. 

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