sabato 15 luglio 2017

FILOSOFIA ITALIANA OGGI. VITTORIO POSSENTI. A. GIULIANO, L'intervista. Filosofi a un bivio, ora rialziamo lo sguardo, AVVENIRE, 18 maggio 2016

Bisogna prenderne atto: la filosofia moderna si è conclusa da un pezzo. Sul campo sono rimaste le sue ceneri: un diffuso scetticismo e un indebolimento della ragione. È forte la tesi dell’ultimo saggio di Vittorio Possenti, Il realismo e la fine della filosofia moderna (Armando, pp. 288, euro 24), un volume che traccia un approccio controcorrente rispetto alla cultura dominante, per rinnovare il pensiero e condurlo dal nichilismo alla metafisica. Classe 1938, decano della filosofia morale e politica, autore di oltre 30 volumi, membro per molti anni del Comitato nazionale per la Bioetica, Possenti sente che non può essere taciuta l’essenza stessa di una disciplina così connaturata al cuore dell’uomo: «I bambini non lo sanno, ma a modo loro sono già filosofi. 

venerdì 14 luglio 2017

PSICOLOGIA DEL LAVORO. C. NADOTTI, Stipendi bassi e orari troppo rigidi. Ecco la mappa dei dipendenti insoddisfatti, LA REPUBBLICA, 14 luglio 2017

Lo stipendio basso, prima di tutto, ma anche un lavoro male organizzato che influisce sulla qualità generale della vita. Per lanciare il nuovo e-book gratuito, "Qualità della vita in azienda, motivazione e welfare" (scaricabile a questolink), un'indagine che ha coinvolto un panel di dieci docenti universitari ha valutato il grado di soddisfazione dei lavoratori italiani sulla loro occupazione, intervistando un campione rappresentativo di 1200 persone tra i 18 e i 65 anni, e un monitorando online i principali social network, blog, forum e community,

giovedì 13 luglio 2017

SOCIETA'. POLONIA. DAL COMUNISMO AL CONSUMISMO. G. DI PIAZZA, Silenzio, si balla. Ognuno per sè, SETTE, 13 luglio 2017

In queste foto sull'ultimo numero di SETTE (inserto del CORRIERE DELLA SERA) la Polonia sembra aver superato tutti i Paesi occidentali in fatto di alienazione consumistica...

sabato 8 luglio 2017

SESSO. COPPIA. RELAZIONI SENTIMENTALI OGGI. G. SCLAUNICH, Le mie relazioni da amante? Più vere e profonde di quelle «convenzionali» CORRIERE DELLA SERA, 7 luglio 2017

«La prima volta che mi è capitato di essere l’amante è stata a 26 anni. Lui era un ragazzo conosciuto in un bar, fidanzato da tanto, per il quale avevo perso la testa». Oggi Elisa ha 35 anni e, come racconta sulla rubrica #sessoeamore, questa situazione le si è riproposta anche altre volte. Mi ha scritto dopo aver letto la storia di Pietro, 49 anni, che sempre su #sessoeamore aveva raccontato perché, pur tradendo la moglie da 15 anni, non aveva mai pensato di lasciarla. Lui aveva spiegato di essere ancora alla ricerca di un equilibrio sostenibile, secondo Elisa invece molti uomini dei quali è stata l’amante «non cercano la trasgressione, ma un’isola in cui possono essere loro stessi». E questo crea «legami veri, profondi, autentici». Tanto che, a distanza di dieci anni, vede ancora il ragazzo del quale era stata l’amante a 26 anni.