Giovani, iperconnessi, disoccupati. Ma soprattutto, stufi della religione. La “generazione Z” del mondo arabo condivide con i coetanei del resto del mondo le stesse preoccupazioni e abitudini: poco lavoro, costo della vita e soprattutto degli alloggi che costringe a rinviare sempre di più l’autonomia, social network onnipresenti e fonte pressoché unica di comunicazione e informazione.
"L'uomo si separa dal vicino in quanto nutre sentimenti di odio e di repulsione. Così ignora una cosa: nello stesso istante ha già tagliato via se stesso dalla Città universale del genere umano"
lunedì 6 maggio 2019
lunedì 29 aprile 2019
MENTE CERVELLO NEUROSCIENZE. E. DUSI, L'apparecchio che riproduce la "voce del cervello", REPUBBLICA.IT, 24 aprile 2019
La voce, in questo caso, non viene dal cuore, ma direttamente dal cervello. Per ridare la parola a chi è rimasto paralizzato, oggi con fatica si leggono i movimenti delle pupille o si catturano le più flebili contrazioni dei muscoli facciali. La velocità, quando va bene, raggiunge le 10 parole al minuto. In una persona normale sono 150. Uno Stephen Hawking del futuro potrebbe invece usare lo strumento descritto oggi su Nature: un apparecchio che raccoglie i “sussurri” del cervello. Non si parla di lettura del pensiero: siamo ben lontani. Ma di sensori che captano gli impulsi elettrici che il cervello produce quando mette in moto l’apparato fonatorio. Sono i comandi che articolano i muscoli di labbra, mandibola, lingua e laringe. Vengono prodotti nella testa anche quando una paralisi impedisce il movimento effettivo della bocca. I ricercatori dell’università della California a San Francisco li hanno registrati e hanno costruito il primo sintetizzatore vocale capace di raccogliere direttamente la “voce” dei neuroni, trasformandola in suono.
venerdì 26 aprile 2019
ETOLOGIA. GORILLA UOMINI E IMITAZIONE. C. SEVERGNINI, Il selfie dei Gorilla, il ranger spiega come è nata la foto virale, CORRIERE.IT, 26 aprile 2019
Lo hanno soprannominato subito“Gorilla selfie”: in primo piano c’è un ranger, alle
sue spalle due gorilla che sembrano in posa, con lo sguardo dritto in camera e le mani dietro la schiena. L’autore dello scatto, Mathieu Shamavu, lo ha condiviso sui social con la scritta «Un altro giorno in ufficio». Nel giro di pochi giorni la foto era diventata virale, soprattutto per la divertente posa dei due animali. Ma la storia dietro a questo selfie unico, raccontata dallo stesso Shamavu, è un amaro promemoria di quanto precaria sia la sopravvivenza dei gorilla di montagna.
sabato 20 aprile 2019
REPORTAGE ANTROPOLOGIA. P. DEL RE, Le ultime tribù - Reportage dall'Etiopia: "Così clima e turismo di massa distruggono una cultura", REPUBBLICA.IT, 20 aprile 2019
Lungo il fiume Omo, nel sud dell'Etiopia, vive dalla notte dei tempi una ventina di tribù, oggi funestate dal cambio climatico che crea siccità, carestie o piogge furibonde finora sconosciute a quelle latitudini.
Attraverso le nuove strade costruite dai cinesi per sfruttare i loro mega-zuccherifici, gli Hamer, i Dassanech, gli Arbore, i Bodi e gli altri sono anche minacciati da un turismo che si fa sempre più massa, che a loro lascia solo pochi spicci perché il grosso finisce nelle tasche degli operatori turistici. A velocità da primato, la modernità sta spazzando via la loro straordinaria cultura.
GUARDA Il reportage 'Le ultime tribù' dal sud dell'Etiopia.
Attraverso le nuove strade costruite dai cinesi per sfruttare i loro mega-zuccherifici, gli Hamer, i Dassanech, gli Arbore, i Bodi e gli altri sono anche minacciati da un turismo che si fa sempre più massa, che a loro lascia solo pochi spicci perché il grosso finisce nelle tasche degli operatori turistici. A velocità da primato, la modernità sta spazzando via la loro straordinaria cultura.
GUARDA Il reportage 'Le ultime tribù' dal sud dell'Etiopia.
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