1) Normalmente le grandi domande sull'esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos'è per lei la felicità?
La felicità... la felicità è un termine vago, bisognerebbe specificare. Vi è una felicità che può coincidere con la soddisfazione perché siamo giunti a un risultato determinato, a una meta finita, e vi è la felicità che implica uno stato di beatitudine. I greci, i medioevali sapevano ben distinguere quello che è un benessere, eudaimonia, uno stare bene, perché la tua vita terrena comporta alcune particolari e determinate e finite soddisfazioni. Macaria direbbero i greci, che veramente la felicità è una condizione divina o quasi divina. L’unica “felicità” a cui noi possiamo aspirare in hoc saeculo [N.d.R. in questo mondo] è una forma di benessere, di stare bene, eudaimonia, e questa non è perseguibile se non in comunità con altri, perché da soli, questo poter stare bene, poter essere soddisfatti non ci è dato raggiungerlo.