domenica 2 agosto 2020

SOCIETA' ITALIANA ITALIANO MEDIO E TELEVISIONE TRASH. T. TERRACCIANO, La genesi dell’italiano medio (c’entrano la televisione spazzatura e le elezioni), ECONOPOLY, 22 aprile 2019

L’autore di questo post è Tammaro Terracciano, Ph.D. candidate presso lo Swiss Finance Institute di Ginevra. La sua maggiore area di interesse è la macroeconomia internazionale – 



“Prima vedevo, ora ero cieco” – con queste parole l’italiano medio di Maccio Capatonda descrive la sua degenerazione da cittadino attento e interessato alla cosa pubblica a solito arrogante menefreghista. Nel trailer, questa sua metamorfosi kafkiana è dovuta all’assunzione della pillola dell’italiano medio che gli riduce l’utilizzo del cervello dal venti al due percento delle sue potenzialità, cambiando radicalmente la sua vita.

In un’intervista di qualche anno fa a Le Invasioni Barbariche, Maccio racconta come sia stato influenzato dalla televisione trash di Berlusconi degli anni Ottanta e Novanta e di come la sua comicità ne sia una reazione quasi isterica. Per essere precisi, il comico parla di come oggi stia risputando quello che aveva assorbito dalla tv.

Probabilmente, anche sua madre lo rimproverava perché stava incollato allo schermo per ore e ore, anche se col senno di poi quelle ore si sono rilevate la sua fortuna. Ma qual è l’effetto aggregato dell’esposizione ad un certo tipo di televisione?

In una recente pubblicazione sull’American Economic Review, Durante, Pinotti e Tesei sono riusciti ad isolare l’ascesa della tv di intrattenimento di Mediaset, quantificandone gli effetti sulle elezioni degli anni successivi. Gli autori hanno sfruttato il fatto che l’espansione della rete Mediaset fu progressiva e indipendente dagli obiettivi politici di Berlusconi, il quale decise di candidarsi alle elezioni del 1994 solo pochi mesi prima del voto. Tecnicamente, lo studio utilizza la potenza del segnale televisivo (effettivo e in assenza di ostacoli topografici) per identificare le aree che hanno avuto prima accesso a Mediaset, comparandole con quelle dove il segnale non era ancora arrivato. È fondamentale sottolineare che, a differenza della RAI, Mediaset offriva solo programmi di intrattenimento a basso contenuto educativo, tanto che il primo telegiornale fu trasmesso solo nel 1991.

I risultati della ricerca sono decisamente interessanti: i comuni coperti dal segnale Mediaset prima del 1985 hanno significativamente votato di più per Forza Italia nelle elezioni del 1994, rispetto ai comuni non coperti. Ma non è finita qui, infatti, il fenomeno è stato persistente nel tempo, tanto che i comuni interessati hanno sistematicamente favorito il partito di Berlusconi fino alle elezioni del 2008. In quell’anno però l’effetto non svanisce, cambia semplicemente direzione. Nelle elezioni del 2013, questi stessi comuni hanno espresso maggiori preferenze per il nascente Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

Chiaramente ciò non vuol dire che Forza Italia abbia passato il testimone al M5S, in quanto questi due partiti sono molto diversi tra loro. Tuttavia, è vero che entrambi hanno storicamente adottato un linguaggio più accessibile e hanno veicolato messaggi più demagogici. Insomma, la tv di Berlusconi ha reso i suoi spettatori più permeabili ad una politica populista e superficiale.

In aggiunta, lo studio approfondisce gli effetti che hanno avuto le fasce più esposte a quel tipo di televisione negli anni Ottanta: ovvero gli under 10 e gli over 55. Quest’ultimi hanno sviluppato un attaccamento particolare alle reti televisive Mediaset, alimentando ulteriormente i loro gusti per un certo tipo di offerta mediatica. Purtroppo, però, l’influenza sugli under 10 è stata ben più grave. I bambini eccessivamente esposti hanno dimostrato peggiori capacità cognitive in età adulta e scarso impegno civico, con minori tassi di partecipazione ad associazioni di volontariato e con un forte disinteresse per la politica.

A distanza di anni, lo scenario mediatico non sembra essere migliorato, anzi per certi versi è peggiorato. L’avvento di internet avrà (se non ha già avuto) effetti decisivi sulla società, poiché i benefici della diversificazione delle fonti si contrappongono ad una forte segmentazione interna. Questo implica che ci sarà sempre più bisogno di sviluppare i giusti anticorpi per non essere vittime di contenuti devianti e di bassa qualità.

Alla luce dei fatti, è evidente che i programmi spazzatura abbiano somministrato la pillola dell’italiano medio ai loro spettatori, con risultati stravolgenti per la storia del nostro paese e non solo. Forse, il nesso tra le due cose era facilmente prevedibile, ma fa effetto quando la cosa viene dimostrata statisticamente, soprattutto perché ci tocca tutti da vicino. Insomma, a conti fatti nostra madre aveva ragione quando ci diceva di non guardare troppa tv.

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