venerdì 8 ottobre 2021

SOCIAL E DEPRESSIONE. L. NICOLAO, Instagram causa di ansia e depressione nelle adolescenti. Ma i dati non vengono diffusi, CORRIERE.IT, 16 settembre 2021

 Significativi impatti negativi sulla mente dei giovani a causa dell’uso dei social network. È questo il risultato di una ricerca interna a Facebook del 2019 i cui dati, considerati riservati dalla società, non sono mai stati diffusi. Ma a cui è riuscito ad accedere nei giorni scorsi il Wall Street Journal. Le conseguenze negative sono state individuate soprattutto nelle adolescenti e nelle persone più fragili che soffrono maggiormente l’esposizione personale dovuta a piattaforme come Instagram, che attraverso le immagini mette in primo piano l’aspetto fisico delle persone. I Big Tech conoscono quindi gli effetti gravi che possono avere certi ambienti mediali sulla salute psicologica delle teenager, ma fino a questo momento è stato fatto veramente molto poco per affrontare il problema.

Dal sito di CORRIERE.IT



Gli studi commissionati da Facebook in gran segreto, che ha visto sul banco degli imputati la succursale Instagram, oggi presieduta da Adam Mosseri, hanno raccolto alcuni casi esemplari, poi riportati dalla testata statunitense di come l’uso della piattaforma sia stato collegato dai terapisti all’emergere di disturbi nei pazienti, soprattutto di ragazze under 20 che hanno particolarmente sofferto di bulimia e anoressia, oltre ad altri problemi legati all’alimentazione, in virtù di quanto il social porti a mettere in mostra il proprio aspetto fisico. Per queste ricerche la stessa Facebook fornisce alcune informazioni, ma spesso i dati ai quali accedono i ricercatori sono poi incompleti, quindi insufficienti per spiegare il fenomeno in dettaglio.

I social peggiorerebbero quindi le turbe emotive dei giovani, fino a livelli patologici, perché oppressi dalle vite perfette degli influencer e da modelli sempre più irraggiungibili. Doversi mostrare sempre al massimo è infatti un grande sforzo mentale, che per i ragazzi è causa di insicurezza e di un abbassamento, anche repentino, della fiducia in se stessi, qualora non ci siano tante interazioni e il numero dei like per i propri contenuti non sia soddisfacente, o meglio, non sia all’altezza delle proprie aspettative. Per esempio, ci sono giovani che hanno iniziato a non sentirsi attraenti proprio sull’app, mentre il 13% dei ragazzi in Gran Bretagna, o il 6% negli Stati Uniti, ha iniziato ad avere istinti suicidi proprio dopo aver iniziato a utilizzare Instagram.

Per ogni contenuto condiviso, per quelli che si possono vedere nella propria home, per ogni critica o commento negativo, l’ansia si è quindi triplicata, mentre attraverso lo schermo anche il processo di depressione è molto più facile da provare. Una conseguenza che patiscono tutti, ma i giovani sembrano soffrirne maggiormente, a causa di una sensibilità infinitamente maggiore per le opinioni altrui e le pressioni sociali. Per quanto riguarda le ragazze, gli effetti di una società che già oggettivizza le donne fin dalla più tenera età, sottoponendole a standard impossibili da raggiungere, sono quindi amplificati, tanto che per gran parte delle ripercussioni psicologiche è necessario il supporto medico di specialisti e terapeuti.


Questo fenomeno non è stato ancora analizzato fino in fondo, perché mentre Facebook e le sue piattaforme satelliti, su tutte Instagram, hanno finora raccontato solo una parte della verità, dall’altra non si conosce molto su social come Twitch e TikTok. Ufficialmente sarebbero tra le più attive nella prevenzione dei fenomeni d’odio e discriminazione, ma sul tema della salute psicologica, anche quest’ultime rimangono molto in ombra. Nel loro caso l’esposizione richiesta agli utenti è ancora maggiore, ma le informazioni sono pressoché sconosciute al mondo, a dispetto di interazioni virali e di una visibilità sempre più spesso internazionale, anche per utenti non propriamente tutelati.



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