giovedì 8 gennaio 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E' FEMMINA. OLIVERI A. V., L’intelligenza artificiale svela il nostro complesso d’Edipo, DOMANI, 7.01.2026

 n principio era «Ok Google». Poi, una folla: la monogamia con Siri è diventata poliamore con Alexa. E chi le aveva viste arrivare ChatGpt, Gemini, Claude, dopo anni per dimenticare la simpatica Doretta di MSN e la piccola Clippit di Office.

La grande madre

Cento anni fa, Gabriele D’Annunzio stabiliva che “automobile” fosse sostantivo femminile, con tutto l’apparato metaforico che ne consegue.

Per l’intelligenza artificiale usata come compagna di vita, amica, amante, psicologa, tutrice, probabilmente dobbiamo ringraziare Spike Jonze e il suo profetico Her, dove il suono della saggezza rassicurante era niente di meno che la voce di Scarlett Johansson – sfido io a non innamorarsi di quel comando vocale. Per l’Ia che accontenta i capricci di tutti, spogliando le donne a comando e senza chiedere il permesso, invece, la riconoscenza va alla Grok di Elon Musk, fresco di una recente raccolta fondi per la sua piattaforma di circa 20 miliardi di dollari.

È femmina anche “Ask This Book”, la funzione di Kindle introdotta da poco che, come una maestra intenerita dal bamboccione di padoaschioppana memoria, ti spiega cosa succede in un romanzo mentre leggi e non capisci? Probabile. Nel frattempo però, mentre una chat ci indica la via per comprendere l’impenetrabile Joyce, rubando anche quell’ultimo briciolo di piacere della lettura che sarebbe l’interpretazione, potremmo interrogarci come genere umano su questo enorme complesso di Edipo che ci attanaglia.

Stiamo delegando alla versione bot della grande madre di Woody Allen, quella che aleggiava sui grattacieli di New York per ammonirlo, controllarlo e coccolarlo, il bisogno ancestrale di avere qualcuno che risponda alle nostre domande, anche le più sceme e infantili, come chiedere una foto di Nicolás Maduro col bikini (cosa realmente successa su X). Forse una telefonata in più alla mamma ogni tanto non farebbe male.


ANTROPOLOGIA. POPOLAZIONI IN VIA DI ESTINZIONE. ZUPPI A., Quanti sono i “popoli incontattati” e perché stanno scomparendo, DOMANI, 5.01.2026

 

Secondo lo studio della ong Survival International, i 196 gruppi nativi in isolamento sono minacciati dall’estrattivismo, dal disboscamento e da altre attività. Ogni volta che una di queste popolazioni scompare, con lei muoiono una lingua e una cultura



Continuano a scomparire, vittime silenziose dell’estrattivismo e di una violenza definita genocidaria, i popoli incontattati del mondo. Questo il succo dell’ultimo rapporto che Survival International, ong che dal 1969 si occupa dei diritti dei popoli nativi, ha dedicato ai cosiddetti “popoli nativi incontattati”.

Pubblicato a fine ottobre, il rapporto contiene, secondo Survival, la più accurata stima mai prodotta sul numero dei popoli incontattati nel mondo. Il termine “incontattato” è tuttavia fuorviante. Questi popoli non sono infatti rimasti per secoli ignari del mondo esterno; al contrario, essi hanno conosciuto la società moderna preferendo, quasi sempre in via della distruzione che segue tali incontri, fuggire ed isolarsi.

martedì 16 dicembre 2025

INFLUENCER E DEPRESSIONE. CORBO E., “Influencer depressi, in ansia e con pensieri suicidi molto più degli altri lavoratori”: il nuovo studio e il parere dell’esperto, IL FATTO, 11.12.2025

 Depressi, isolati e persino con pensieri suicidi. Un nuovo studio di Creators 4 Mental Health e Lupiani Insights & Strategies evidenzia come i creatori di contenuti abbiano problemi di salute mentale molto più della popolazione generale. La ricerca, pubblicata dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health e basata su 542 creator nordamericani, rivela un quadro complicato ancor più da pressioni finanziarie, instabilità degli algoritmi e assenza di confini tra vita privata e lavoro. Il 52% del campione coinvolto segnala ansia, il 35% ammette di soffrire di depressione e il 62% soffre di burnout occasionalmente o spesso. Stando ai risultati dello studio, la professione del creatore di contenuti non dispone delle infrastrutture per la salute mentale presenti nei settori occupazionali tradizionali. Questo, malgrado sia il motore di un’economia da 200 miliardi di dollari. Ilfattoquotidiano.it ne ha parlato con il professor Federico Tonioni, psichiatra e psicoterapeuta presso il Policlinico Gemelli di Roma.

venerdì 12 dicembre 2025

CRIMINI IN EUROPA. OPERAZIONE GRIMM. COSENTINO R., «Puoi sparargli alla testa o solo contro la porta di casa»: la 15enne reclutata online scelse l'omicidio. I casi sconvolgenti dell'Operazione Grimm, CORRIERE.IT, 12 DICEMBRE 2025

 Quasi 200 arresti in nove Paesi europei, decine di omicidi sventati, vite salvate, adolescenti sottratti a un destino di violenza. Già i numeri in sé dell'Operazione Grimm, appena conclusa, raccontano un fenomeno sconvolgente, anche perché coinvolge minorenni reclutati online, con un processo che diremmo di «gamification», come manovalanza per reati gravissimi, omicidi inclusi. Ma le storie che stanno dietro l'indagine dell'Europol raccontano realtà ancora più sconvolgenti, che meritano un racconto. 

L’epidemia di violenza che ha portato all'indagine ha avuto come epicentro la Svezia e si è estesa a quasi tutta Europa: vittime e carnefici sono per lo più minorenniRagazzi ma anche ragazze: secondo quanto riporta Cbs, i procuratori svedesi sono preoccupati della spontaneità con cui le ragazze si offrono come vere e proprie sicarie nelle guerre tra bande. Sono così motivate da voler dimostrarsi «più letali» dei “colleghi” maschi, per ottenere il «lavoro».