domenica 17 novembre 2013

LA SCOPERTA DEL VICINATO. F. TADDIA, V come Vicino, LA STAMPA, 17 novembre 2013

Stavo camminando sotto i portici come ogni giorno e mi sono reso conto che dopo 3 anni che vivevo lì non conoscevo ancora nessuno, allora ho guardato in faccia mio figlio di 20 mesi e mi sono chiesto se ci fossero altri bambini con cui farlo giocare: in quell’istante ho capito che era ora di bussare, virtualmente, alle porte dei vicini». Dal Social network alla Social street: ecco l’intuizione di Federico Bastiani, 36 anni, esperto di marketing e comunicazione, che un paio di mesi fa a Bologna ha aperto il gruppo «Residenti in Via Fondazza» con lo scopo di «socializzare, creare eventi, avere un punto di riferimento dove condividere idee, necessità, progetti e iniziative».




Pubblicizzando il tutto con dei semplici A4 stampati in casa e affissi lungo la strada. «In un paio di settimane si sono iscritte novanta persone, e subito ho capito che la mia esigenza era un’esigenza di tutti – spiega Federico -. Le gente ha iniziato a trovare risposte a piccoli bisogni, dai consigli sul medico migliore in zona alle dritte sul dove cambiare le gomme risparmiando una manciata di euro, scoprendo poi che l’interlocutore magari viveva nello stesso pianerottolo o a pochi numeri civici di distanza. Con la scusa di un caffè o di un aperitivo si sono così via via innescate nuove relazioni e sono nate inattese amicizie». Da chi scrive un post per vendere un frigorifero usato e trova immediato interessamento da parte di uno studente che vive dall’altra parte della strada, a chi sente suonare il pianoforte al civico 71 e vuol sapere se lo sconosciuto musicista è disposto a dare lezioni private o a strimpellare qualcosa insieme, fino a chi invita tutta la via al proprio compleanno e si trova a spegnere le candeline con 40 sconosciuti. Oggi la pagina Facebook conta 500 iscritti, e altre strade sono pronte a replicare l’esperimento.

«Con piccoli gesti e tutti a costo zero è cambiato il senso di comunità all’interno della città. In tanti ci chiedono consigli, e già a Milano e Torino alcune strade vogliono imitare il nostro modello, e per questo abbiamo scelto di lanciare il sito socialstreet.it: per confrontarci, fare una mappatura locale e nazionale delle esperienze e amplificare questo nuovo rapporto di fiducia tra le persone». 

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