venerdì 19 gennaio 2018

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO. A. DE GREGORIO, L’adolescenza? Adesso finisce a 24 anni. E la pubertà inizia a 10, CORRIERE. IT, 19 gennaio 2018

L’adolescenza dura di più. Più di quanto avevamo ipotizzato fino ad oggi. Almeno fino a 24 anni, secondo uno studio pubblicato su Lancet Child & Adolescent Health. Bambini grandi, giovani non completamente cresciuti: l’età in cui si inizia a badare a se stessi, in cui si chiude la parentesi tra l’infanzia e l’età adulta, si sposta sempre più in là. Perché si resta per più tempo nel sistema educativo, si esce di casa più tardi, si spinge in avanti il momento dell’indipendenza economica, la scelta di un compagno o di avere figli.



 Dal 1973 a oggi si è spinta avanti di otto anni: 32,5 è l’età media degli uomini che formano una famiglia, secondo l’Office of National Statistics britannico; 30,6 per le donne. E se mamme e papà si sono accorti da tempo che l’adolescenza oggi arriva in anticipo, e dura ben più a lungo rispetto a qualche tempo fa, mettere dei paletti precisi, sostengono gli studiosi, è importante per garantire l’adeguamento delle normative e delle politiche sociali per i giovani. «Occorre modificare la definizione per assicurare ai ragazzi una maggior appropriatezza, anche dal punto di vista legale», afferma Susan Sawyer, direttore del Centro per la salute degli adolescenti del Royal Childern’s Hospital di Melbourne.

Pubertà a dieci anni
La pubertà, innanzitutto: quel momento in cui l’ipotalamo inizia a rilasciare un ormone che attiva le ghiandole pituitarie e le ghiandole gonali. Succedeva intorno ai 14 anni. Ora - dice lo studio - in gran parte del mondo sviluppato, il cambiamento si innesca a dieci anni. Miglior stato di salute generale, più elevati standard nutrizionali hanno anticipato il cambiamento e, nelle ragazze, 8-10 anni è la nuova «norma» per la prima mestruazione. Nel Regno Unito metà delle dodicenni sono già sviluppate: soglia scesa di almeno quattro anni nell’ultimo secolo. Un processo naturale, ma che può anche portare a problemi di salute: una pubertà precoce può innescare depressione e problemi comportamentali, nonché il rischio di malattie cardiovascolari e alcuni tipi di cancro.
Il corpo
Guardando verso l’alto, invece, l’età viene stirata fino a quando il corpo continua a svilupparsi: il cervello, per esempio - scrive Sawyer - continua a maturare oltre i 20 anni, lavorando più velocemente e con più efficienza. O i denti del giudizio: nella maggior parte delle persone non compaiono prima del 25 anni. Stessa soglia, 25 anni, per la decisione di uscire di casa, almeno nel Regno Unito. Dove la percezione popolare di quando inizia l’età adulta si è adattata a questa dilatazione. E l’assistenza statale per bambini con bisogni speciali o i servizi per portatori di patologie come la fibrosi cistica sono programmati fino al compimento del 24esimo anno.
Maturità psicologica
Anche un recente studio statunitense collocava la fine dell’adolescenza qualche anno più in là dei 18, che coincidono con il raggiungimento di molti privilegi legali dell’età adulta: la patente, il diritto al voto e la fine della scuola superiore. Ma è davvero a quest’età che si raggiunge la maturità psicologica? Secondo Beatriz Luna, psichiatra della Pittsburgh School of Medicine, tutti quegli atteggiamenti tipici dell’adolescente medio, tra cui voglia di novità e irrequietezza, non raggiungono il loro picco intorno ai 15 anni, ma quando si va via ufficialmente di casa, quindi intorno ai 25. Il raggiungimento dell’età adulta, in sostanza, non sarebbe vincolato a un numero fittizio registrato all’anagrafe, ma alla necessità di provvedere a se stessi una volta usciti dal nido domestico.
Adolescenti per sempre
Attenzione, però, a espandere la semi-dipendenza: un collega di Sawyer si dice preoccupato del rischio di un’ulteriore infantilizzazione dei giovani. Secondo Jan Macvarish, sociologo dell’University of Kent, il rischio è quello di infantilizzare ancora di più i giovanissimi. Non dobbiamo correre il rischio di «patologizzare il loro desiderio di indipendenza», sostiene. Insomma, considerare i ragazzini teeneger troppo a lungo potrebbe tradursi in un pericoloso «adolescenti per sempre».

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