sabato 8 ottobre 2011

CIUCCI, LA COMUNITA' POSSIBILE. SU TONNIES

PARTE PRIMA


LE VOLONTA’ E LE RELAZIONI SOCIALI


   Per Tonnies il vivere “associato”, il rapporto sociale,  può essere concepito come “vita reale e organica” (comunità) o come “formazione ideale e meccanica” (società). La comunità è “ogni convivenza confidenziale, intima, esclusiva”; la società è “il pubblico, è il mondo”. “In comunità con i suoi una persona si trova dalla nascita, legata ad essi nel bene e nel male, mentre si va in società come in terra straniera”. La perfetta unità delle volontà umane come stato originario o naturale è la premessa alla teoria della comunità, mentre la separazione delle volontà individuali costituisce il presupposto della teoria della società.



1.       Parentela, vicinato, amicizia

   La comunità di sangue si sviluppa e si differenzia nella comunità di luogo, che ha la sua espressione nella coabitazione; e, questa, a sua volta nella comunità di spirito, come semplice cooperare e disporre nella stessa direzione. Le forme originarie di convivenza sono rappresentate dalla parentela, dal vicinato, dall’amicizia. Quest’ultimo legame costituisce la forma più umana ed elevata di comunità, che incontra le condizioni più favorevoli nella città.  La comprensione è “un modo di sentire comune e reciproco” che rappresenta la “forza” e la “simpatia sociale” della comunità. Essa ha nella lingua il suo fondamentale strumento. La forma complessiva della volontà comunitaria è rappresentata dalla concordia, che riassume ed esprime una molteplicità di comprensioni. La vita comunitaria è caratterizzata dal possesso e dal godimento di beni comuni, in spirito di reciprocità. La casa rappresenta la dimensione economica della vita comunitaria. Il villaggio può anch’esso essere considerato una forma di possesso e godimento comunitario. La cultura del villaggio esprime e organizza l’idea della “distribuzione naturale” (perciò giusta e necessaria) dei beni, che la tradizione riproduce e custodisce. La città, al pari delle altre forme comunitarie, è “una economia domestica autosufficiente, un organismo che vive comunitariamente”. Nella città si verifica il processo della purificazione della religione. In tal modo nella città viene a compiersi l’idea della religione, che si fa più necessaria a fronte dell’indebolimento dei vincoli di parentela e di vicinato.

2.       Scambio e valore

   La “società” è un tipo positivo di relazioni tra gli uomini, i quali “vivono ed abitano pacificamente uno accanto all’altro”. Qui si fa qualcosa per un altro solo se si ottiene in cambio una prestazione ritenuta equivalente. Lo scambio tra equivalenti presuppone che un “bene sia tale per tutti”. Tale problema può essere risolto solo attraverso una “finzione” di equivalenza dei beni, che presuppone soggetti e volontà comuni a cui riferire “valori” comuni. L’attribuzione di uguale valore a beni diversi è concepibile in base ad un computo dei costi: gli oggetti si differenziano per la quantità di lavoro medio. E il concetto di denaro riceve qui il suo significato in quanto strumento di scambio sociale. La volontà concorde presente in ogni scambio si chiama contratto, risultante dall’incontro di due volontà individuali divergenti. La società come totalità governata da un superiore “sistema convenzionale di regole” è in linea ideale illimitata: si afferma un a socialità convenzionale, la cui regola suprema è la cortesia. Il mercato segnala significativamente il trapasso da una generale economia domestica ad una generale economia commerciale.

3.       Wesenwille e Kurwille

   Alla base delle due forme di relazione stanno due tipi di volontà. La volontà essenziale (Wesenwille) è l’equivalente psicologico del corpo umano, cioè il principio dell’unità della vita. La volontà arbitraria (Kurwille) è una formazione del pensiero che possiede una vera e propria realtà soltanto in relazione al soggetto del pensiero. La volontà essenziale contiene il pensiero, mentre la volontà arbitraria è contenuta dal pensiero. Tonnies afferma che la volontà essenziale reca in sé le condizioni della comunità, mentre la volontà arbitraria produce la società. La materia con cui si foggiano le volontà è la libertà. Nella volontà essenziale la libertà è una possibilità reale; nella volontà arbitraria la volontà è una possibilità ideale. La volontà arbitraria foggia un individuo che vede i suoi simili come mezzi e strumenti per i suoi scopi.

4.       Associazione e alleanza

   Tonnies, dopo aver illustrato i tipi di relazione alla base delle quali stanno determinati tipi di volontà, si applica alla descrizione dello sviluppo storico della Gemeinschaft e della Gesellschaft. Per far ciò egli si riferisce alle due forme fondamentali dell’esistenza sociale: l’associazione e l’alleanza. La comunità trapassa dall’associazione all’alleanza; la società procede invece dall’alleanza all’associazione. Le associazioni di comunità trovano nella famiglia il tipo che le esprime compiutamente. Le alleanze della comunità vengono interpretate dall’amicizia, intesa come comunità di spirito, alla cui base vi è un’opera, una professione, una fede comune. Le alleanze e le associazioni della società rivelano uno stretto legame con i motivi dell’agire arbitrario individuale, al di fuori dunque dei modelli della parentela e dell’amicizia. Le più importanti associazioni di questo tipo sono quelle del patrimonio (usura, commercio, produzione). Secondo Tonnies un “diritto razionale, scientifico, libero fu possibile soltanto in virtù dell’emancipazione attuale degli individui da tutti i legami della famiglia, della terra e della città, della superstizione e della fede, delle forme tradizionali ereditarie, dell’abitudine e del dovere. E questa emancipazione segnò il tramonto dell’economia domestica comunitaria, produttrice e consumatrice, nel villaggio e nella città, il tramonto del comune agricolo e dell’arte cittadina in forma artigianale, consociativa, patriottico-religiosa”.  Nei grandi processi di sviluppo culturale, un’età della società segue ad un’età della comunità. Le forme esteriori della convivenza determinate dalla volontà essenziale e dalla comunità sono la casa, il villaggio, la città. la città perde gli originali caratteri “familiari” allorché si sviluppa in grande città (metropoli), divenendo così la forma tipica della società. Se nella grande città l’istituto della famiglia decade insieme alle altre potenze della comunità, tuttavia subentrano le potenze della società, le quali si elevano sulle persone libere. La convenzione tende a sostituire la posizione prima occupata dal costume e dalla religione. A conclusione del suo studio, Tonnies ripropone uno schema di classificazione delle forme della convivenza esteriore, basate su particolari forme della volontà:

   A. Comunità

1.        Vita familiare fondata sulla concordia. Il soggetto è il popolo

2.        Vita di villaggio fondata sul costume. Il soggetto è la collettività

3.        Vita di città fondata sulla religione. Il soggetto è la chiesa

B.       Società


1.        Vita di metropoli fondata sulla convenzione. Il soggetto è la società in generale

2.        Vita nazionale fondata sulla politica. Il soggetto è lo Stato

3.        Vita cosmopolitica fondata sull’opinione pubblica. Il soggetto è la repubblica dei dotti

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