domenica 10 novembre 2019

SOCIETA' ITALIANA E DROGA DIFFUSA. MALAGUTTI, SIRONI, Italia ed Europa sommerse dalla cocaina. Questa è la vera invasione, altro che migranti, L'ESPRESSO, 8 novembre 2019


Belin, mi dice: guarda che arriva anche il nostro carico il primo di novembre... cinque borse da 25... 125 chili in tutto... capisci com’è?». Massimo è nervoso: va bene gestire un ordine. 
Immagine dal sito de L'ESPRESSO

Ma due, e per committenti diversi poi, è troppo. Troppo lavoro illegale, troppe richieste di sbarcare cocaina. La storia di Massimo, operaio portuale di Genova, dipendente di una grande società di servizi, subissato da offerte da parte dei trafficanti di droga, racconta alla perfezione il boom del business della droga in Europa. La merce è troppa. È questa la vera, grande invasione che arriva dal mare. Mentre la politica e l’opinione pubblica si concentrano sugli sbarchi dei migranti, i carichi di cocaina bloccati nelle dogane del Vecchio Continente hanno fatto segnare un aumento senza precedenti: quest’anno il conto complessivo potrebbe sfiorare le 200 tonnellate, contro le 150 del 2018.

TG2 del 11-11-2019



È un fiume in piena. Uno tsunami di polvere bianca che invade il ricco mercato europeo dello spaccio. In Europa, e in Italia, non c’è mai stata tanta cocaina pronta per il consumo. Un’inchiesta dell’Espresso in edicola da domenica 10 novembre, realizzata insieme ai giornali del consorzio Eic (European Investigative Collaborations), ha ricostruito gli affari dei narcotrafficanti, scoprendo che i carichi di cocaina bloccati nelle dogane del Vecchio Continente hanno fatto segnare nei mesi scorsi un aumento senza precedenti: quest'anno il conto complessivo potrebbe sfiorare le 200 tonnellate, contro le 150 del 2018.

Nei soli porti italiani, dal primo gennaio al 31 ottobre, ne sono state sequestrate più di cinque tonnellate. Il 168 per cento in più rispetto al 2018. Da Roma a Berlino, da Zurigo a Parigi e Londra il consumo di droga è d’altronde in continua crescita e aumentano di conseguenza anche gli affari delle organizzazioni criminali. In base alle stime dell’Europol, su scala globale il business della cocaina vale ricavi per almeno 300 miliardi di euro l’anno per una produzione complessiva stimata intorno alle 2 mila tonnellate, di cui 700 finiscono in Europa, mentre il resto va quasi per intero a rifornire il mercato Nordamericano.

L’enorme afflusso di droga proveniente dall’America latina, in primo luogo dalla Colombia, ha finito per modificare anche la geografia dei traffici.

In Italia, per esempio, il porto calabrese di Gioia Tauro, a lungo il centro logistico preferito dalla ndrangheta, ha perso importanza a favore di altri scali come Genova e Livorno. Nel capoluogo ligure nel gennaio scorso è stato intercettato un carico di 2 tonnellate, il singolo sequestro più ingente negli ultimi 25 anni. Le cosche calabresi sono ormai in grado di giocare su più tavoli, di gestire le spedizioni di cocaina su porti diversi a seconda delle esigenze del momento.

I carichi provenienti dal Sud America vengono così suddivisi fra tutte le principali destinazioni del continente. Sono due le principali rotte verso l’Europa. Una conduce ai porti spagnoli di Algeciras, Valencia e Barcellona.
(continua...)

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